Il card. Vallini invia 20mila neocatecumenali ad annunciare Gesù in 100 piazze di Roma

A partire dal 7 aprile per cinque domeniche consecutive l’annuncio del Vangelo risuonerà in 100 piazze di Roma. Ad inviare domani mattina i circa 20mila appartenenti al Cammino neocatecumenale, che compongono le 500 comunità presenti nella capitale, sarà il cardinale vicario Agostino Vallini nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Questa missione di annuncio dell’amore di Dio, nell’Anno della Fede, si tiene non soltanto a Roma ma in circa 10mila piazze di tutto il mondo. Il servizio di Debora Donnini:
Cristo viene a liberarci dalla paura della morte e a darci una vita nuova. Dal centro alle periferie di Roma giovani, famiglie con bambini, anziani, sacerdoti, religiose porteranno questo annuncio. Questa Grande Missione si tiene nell’Anno della fede. Le circa 500 comunità si riuniranno, in gruppi di 5, in ciascuna delle 100 piazze della città con un ambone e una croce per creare un ambiente di preghiera ma anche di festa con canti accompagnati dalle chitarre. Un ragazzo e una ragazza daranno quindi la testimonianza di cosa ha significato incontrare il Signore risorto nella loro vita, poi ci sarà una breve catechesi dai contenuti esistenziali, con alcune domande, di volta in volta: Chi è Dio per te? Qual è il senso della vita? Qual è la tua esperienza della Chiesa? Sentiamo l’iniziatore, assieme a Carmen Hernandez, del Cammino neocatecumenale, Kiko Arguello:

R. – Quando il Papa ha indetto l’Anno della Fede sia il Pontificio Consiglio per i Laici sia il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione ci hanno domandato come il Cammino pensasse di contribuire. Noi abbiamo risposto che una delle forme con le quali avremmo potuto contribuire – che è quello che facciamo già nelle missio ad gentes in tutto il mondo – sarebbe stato andare nelle piazze ad annunciare il kerygma, la Buona Notizia, la notizia di un Fatto: Cristo morto e risorto e asceso al Cielo, che sta intercedendo per ogni uomo, adesso. Allora, quando si accoglie questa notizia che Cristo ha offerto la sua vita per noi, si attua nella persona. Per questo è importantissimo annunciare la Buona Notizia, uscire dalle parrocchie – come ha detto Papa Francesco – e andare alle periferie, non solamente fisiche ma anche “esistenziali”, andare ad incontrare l’uomo moderno. Allora abbiamo pensato, nel tempo pasquale, di andare tutte le domeniche. Abbiamo tantissimi giovani che andranno con le chitarre, con una Croce, e daranno una testimonianza per preparare la piazza, anche con danze e canti, al momento dell’annunzio del kerygma a tutti.

D. – Papa Francesco, da arcivescovo di Buenos Aires, aveva accolto con favore questa iniziativa che si terrà anche nell’arcidiocesi da lui finora guidata?

R. – Prima di venire al Conclave, l’équipe responsabile dell’Argentina – la responsabile è una donna e si chiama Pilar Antelo – aveva chiesto udienza per presentargli questo progetto. Siccome lui non poteva riceverli perché stava venendo a Roma per il Conclave, lui stesso ha chiamato questa sorella responsabile dell’équipe itinerante e lei gli ha spiegato per telefono – perché il cardinale Jorge Mario Bergoglio era già all’aeroporto per venire al Conclave – perché volevano vederlo, la missione nelle piazze, i cinque incontri. E lui era contentissimo e le ha detto di parlarne con il vescovo ausiliare, di segnalare le piazze e di “contare” sulla sua benedizione e sul suo appoggio.

A inviare domani i presenti sarà il cardinale vicario Agostino Vallini. Gli abbiamo chiesto quanto è importante oggi annunciare il Vangelo:

R. – Siamo molto lieti di questa iniziativa presa dalle Comunità neocatecumenali nella linea, appunto, della missionarietà della Chiesa. E’ importante perché dove la gente passa, come nelle piazze, ha l’opportunità di una presenza, di una testimonianza, anche di un annuncio: l’annuncio fatto proprio da persone cristiane che con coraggio raccontano che Gesù è il Signore. Allora abbiamo incoraggiato questa proposta, la sosteniamo e domani mattina io darò il mandato lì, nella Basilica di San Paolo, a tutti questi coraggiosi missionari.

D. – Ci saranno tante famiglie con bambini, anziani, giovani, sacerdoti. Questa immagine del Popolo di Dio, che va ad annunciare il Vangelo come Duemila anni fa, la colpisce anche pensando alle parole recenti che Papa Francesco ha detto sulla necessità di andare alle periferie?

R. – Certo! Si tratta di una periferia spirituale, più che di una periferia della struttura urbanistica. E’ giusto ed è proprio nella linea dell’impegno missionario che la Chiesa di Roma da anni porta avanti, soprattutto dopo la missione cittadina, e trova nell’invito e nell’incoraggiamento di Papa Francesco una grande conferma e un grande incoraggiamento: un motivo in più per poter dare a questa iniziativa un grande impulso e viverla con grande generosità.

fonte: http://it.radiovaticana.va/Articolo.asp?c=680000

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