Chiara Lubich. Nella metro di Roma una targa che evangelizza

All’indomani della fumata bianca che ha annunciato l’elezione del nuovo Vescovo di Roma e nel quinto anniversario del “dies natalis” di Chiara Lubich (1920 – 2008), fondatrice del Movimento dei Focolari e cittadina onoraria di Roma, lo scorso 14 marzo con due manifestazioni l’Amministrazione Capitolina  ha dedicato a Chiara Lubich  la stazione della metro B1 di viale Libia, con lo scoprimento di una targa in cui tra l’altro, si legge: “da qui ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”.

Nella mattinata presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università La Sapienza si è tenuto un convegno che ha esplorato la dimensione culturale del suo carisma, promosso dal Centro Studi Scuola Abbà, dei Focolari: “Chiara Lubich. Carisma, Storia, Cultura”.

Da oggi chi transita dalla fermata Libia della metro B1 di Roma, aperta nei mesi scorsi, si imbatte in una targa di un metro per 70 cm che ricorda la fondatrice dei Focolari.

Alla cerimonia di inaugurazione erano diverse le personalità presenti: il sindaco Alemanno che, con l’amministrazione capitolina ha desiderato appunto dedicare la nuova stazione metro alla Lubich, alcuni assessori e consiglieri comunali, la presidente del II municipio, Sara De Angelis che fa gli onori di casa, Roberto Grappelli, presidente dell’Atac, l’azienda dei trasporti capitolina. E non poteva mancare Maria Voce, la presidente del Movimento dei Focolari.

Una folla unita dall’amore per Chiara Lubich e dalla gratitudine a Dio per averla conosciuta, incontrata e aver creduto alla sua predicazione.

Ci sono quelli che hanno incontrato Chiara Lubich lungo le vie del quartiere africano negli anni Cinquanta, quando abitava da queste parti, e sono presenti anche tanti giovani che quella storia l’hanno sentita raccontare perché proprio qui la Lubich ebbe intuizioni importanti per il Movimento da lei fondato e visse tappe che ne hanno segnato il percorso. I passanti incuriositi sembrano non avere fretta di raggiungere le scale che portano fuori e rallentano la loro corsa verso le faccende quotidiane.

La targa vuole essere un «segno di riconoscimento per quanto Chiara ha fatto per la nostra città e per l’umanità», ha spiegato la presidente del II municipio; e lo stesso principio è stato ripreso dal sindaco Alemanno che ha voluto la cerimonia come «un momento importante per tutta Roma» dove occorre «moltiplicare i segni, i richiami» alla convivenza solidale, alla speranza ed alla gioia, augurandosi che questa targa costituisca un segnale «molto chiaro e molto forte» per chiunque attraverserà questa stazione.

Il sindaco ha ricordato poi la promessa fatta da Chiara Lubich il 22 gennaio 2000, quando, in occasione della cittadinanza onoraria ricevuta in Campidoglio, si era impegnata a nome del Movimento dei Focolari a dedicarsi “d’ora in poi a questa città più e meglio”. «Dopo 13 anni – ha commentato Alemanno – possiamo dire che quella promessa è stata mantenuta e che sentiamo viva questa presenza in tutta la città».

Secondo la presidente dei Focolari, Maria Voce, «Chiara approverebbe, sorridendo, le parole che si leggono nella targa: da Roma “ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”». E, riferendosi a quel 22 gennaio 2000, ha ricordato come «nel messaggio di Chiara Lubich troviamo piste interessanti che lei attinge dal Vangelo: l’amore vissuto è la forza trainante della storia, ma occorre “saper amare” secondo quell’arte impegnativa ed esigente che ama tutti, ama per primi, a fatti, si fa uno con l’altro, sa perdonare…».

La spiritualità di Chiara Lubich ha emozionato la piazza quando Maria Voce ha letto un brano della Lubich: “Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo”, “perdersi nella folla per informarla del divino, come s’inzuppa un frusto di pane nel vino”, “segnare sulla folla ricami di luce” e “dividere col prossimo l’onta, la fame, le percosse, le brevi gioie”, “perché l’attrattiva del nostro, come di tutti i tempi, è ciò che di più umano e di più divino si possa pensare, Gesù e Maria: il Verbo di Dio, figlio di un falegname; la Sede della Sapienza, madre di casa”.

«Parole che possono essere d’ispirazione a noi tutti – ha concluso la presidente – per vivere ovunque la vocazione pienamente umana e pienamente spirituale di questa amata città di Roma, ed accendervi piccoli fuochi di luce, di speranza, per il bene di tutti».

La targa viene scoperta, si procede alla benedizione di rito e poi si riparte, chi in metro, appunto, chi con altri mezzi per tornare a costruire nel quotidiano la fraternità.

Chi passerà dalla stazione e non ha conosciuto Chiara Lubich potrà incontrarla, conoscerla, amarla e condividere la sua spiritualità grazie alla viva testimonianza di chi ha avuto il dono di conoscerla o tramite i tanti strumenti di conoscenza che ancora parlano di lei. Nell’era del web è ancora più facile innamorarsi di lei e, tramite lei, di Gesù Cristo e della Chiesa, sua sposa, per la quale Chiara Lubich ha dato la vita.

In questo senso deve leggersi la “provocazione” di Paolo Voltaggio, consigliere in Campidoglio di Identità Cristiana per Roma che, in un comunicato, nel ricordare che Chiara Lubich è indubbiamente riconosciuta tra le figure di riferimento del nostro tempo ed ha avuto un rapporto privilegiato con tutti i papi da Pio XII fino a Benedetto XVI,  ha rivolto al neoeletto Francesco più che un appello una filiale richiesta: “Oggi è il quinto anniversario dalla morte di Chiara Lubich e una regola della Chiesa prevede che si possa ora avviare il processo di beatificazione. E’ desiderio di tutti che venga riconosciuta la sua santità ed il Movimento dei Focolari ha già manifestato il desiderio di arrivare all’obiettivo. Chiara ha aperto vie di dialogo inesplorate per la convivenza tra persone e popoli di cultura e religioni diverse ed il Movimento è oggi diffuso in tutto il mondo. Papa Francesco ne è consapevole e non potrà non tenerne conto”.

fonte: http://identitacristiana.it/component/content/article/6-religione/75-chiara-lubich-nella-metro-di-roma-una-targa-che-evangelizza.html

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