Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione: Intervento di Kiko Arguello, cofondatore del Cammino Neocatecumenale

La Lettera agli Ebrei dice: “Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per paura della morte erano soggetti a schiavitù durante tutta la vita”.Crediamo davvero che gli uomini, per la paura della morte, sono soggetti durante tutta la vita alla schiavitù del demonio? Ma se lo crediamo, questo Sinodo dovrebbe dire con S. Paolo: “Caritas Christi urget nos. L’amore di Cristo ci spinge al pensiero che se Lui è morto per tutti, tutti sono morti. Ed è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro”.
Dice S. Paolo che Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza del kerygma, che è l’annunzio di questa notizia.
La fede viene dall’ascolto e oggi ci troviamo in una società secolarizzata che ha l’orecchio chiuso.
Se vogliamo evangelizzare c’è bisogno di dare i segni che aprano l’orecchio all’uomo contemporaneo. Ma come può una comunità cristiana arrivare a questa statura di fede dell’amore nella dimensione della croce e della perfetta unita? Ecco la necessità del catecumenato postbattesimale che faccia crescere la fede.

fonte: http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/documents/bollettino_25_xiii-ordinaria-2012/01_italiano/b21_01.html#-_Sig._Francisco_José_GÓMEZ_ARGÜELLO_WIRTZ,_Co-Fondatore_del_Cammino_Neocatecumenale_(SPAGNA)_

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