L’Ottimista. Napoli: l’incontro dei giovani in Cammino

Oltre trentamila giovani appartenenti al Cammino Neocatecumenale hanno invaso la città partenopea domenica 20 maggio con canti e balli, arrivati in massa dal centro e sud Italia per ascoltare la Parola di Dio e avere discernimento dal Signore sulla propria vocazione.

L’invasione pacifica – Nel giorno della Solennità dell’Ascensione il capoluogo campano ha ricevuto migliaia di ragazzi insieme a Kiko Arguello, Carmen Hernandez e Padre Mario Pezzi iniziatori di questo percorso di formazione cattolica nato in Spagna dopo il Concilio Vaticano II. Un incontro voluto dall’Arcivescovo di Napoli, Card. Crescenzio Sepe, simile a quello avutosi a Trieste qualche mese fa con i giovani del Nord Italia. Presenti anche giovani di Belgio, Germania, Croazia, Malta, Francia, Albania e Lussemburgo.

 

La missione del Cammino – In una Napoli con la testa già alla finale di Coppa Italia, che si sarebbe giocata la sera contro la Juventus, nella centralissima Piazza del Plebiscito è risuonato l’annuncio della Buona Novella. Giovani che stanno scoprendo, grazie al Cammino, la bellezza e la ricchezza del proprio battesimo, della propria fede cristiana e la gioia di sentirsi figli di Dio oggi, rivivendo tappa dopo tappa il proprio battesimo come si faceva nella chiesa primitiva. Ragazzi che si trovano davanti al mistero dell’amore di Dio, che li ha voluti, creati uno ad uno per una vocazione: la santità e illuminati nel mistero della Pasqua di Cristo, della morte e risurrezione, strappandoli dal vivere solo per se stessi. La gratitudine nasce da questo amore di Dio, sperimentato nella grazia della comunità cristiana e dei sacramenti, che mette in movimento la famiglia: qui nasce la disponibilità di tante coppie alla missione, l’amore alla vita, e la gioia di avere figli presbiteri. La famiglia compie la prima opera vocazionale che sbocca in queste chiamate. L’attenzione catechetica posta sulla famiglia e sulla trasmissione della fede ai figli ha fatto sì che le famiglie del Cammino siano numerose e che i figli, restando fedeli al loro battesimo, si inseriscano in altre comunità neocatecumenali per il loro cammino di fede.

L’annuncio del kerygma – La catechesi di Kiko e l’annuncio del kerygma (cioè la morte e la risurrezione di Gesù Cristo morto per i nostri peccati) è stata presa dalla seconda lettera ai Corinzi di San Paolo (5,14). L’iniziatore del Cammino ha invitato tutti ad accogliere questa rivelazione, poiché «ha il potere di esorcizzare e cambiare la vita di molti. «Tutti gli uomini sono nati con la morte dentro – ha affermato – è il peccato originale entrato nel mondo per invidia del demonio. Per questo si ha paura della morte, si scappa da essa, diventando così schiavi del demonio». Parole piene di speranza anche quelle di Mons. Sepe «Dio si mette in cammino per incontrare l’uomo – ha detto -. Voi del Cammino, quindi, proseguite il cammino di Cristo». In una Europa che invecchia e perde i suoi valori, dove gli attacchi alla famiglia e alla persona umana sono all’ordine del giorno, i giovani rappresentano un grido di speranza. Oggi più che mai è indispensabile appoggiarsi alla figura di Cristo asceso al cielo e smetterla di guardare alla propria realtà di peccatore. L’uomo si sente impotente davanti alla sofferenza e altro rimedio non trova che la morte (sia essa interiore o fisica), poiché solo Cristo dà pieno senso alla vita. Solo così gli uomini poggiano le basi per costruire una società nuova che può guardare avanti con fiducia.

Il Cammino Neocatecumenale in Campania – Presente in quasi 200 parrocchie, con oltre 650 comunità (di cui 200 nella sola diocesi di Napoli). Da tempo questo itinerario di formazione cattolica contribuisce anche alla Nuova Evangelizzazione con sacerdoti e famiglie in missione. Il momento più importante dell’incontro è stato quello delle chiamate: Kiko ha domandato se c’era qualcuno tra i presenti pronto a mettersi a servizio della Chiesa per formarsi come presbitero, stesso discorso per le ragazze per essere formate per andare nel mondo ad annunciare Cristo. Oltre 200 ragazzi e 120 ragazze che ora verranno seguiti nei vari centri vocazionali dai loro formatori per valutare la loro vocazione. Alla fine dell’incontro sono stati consegnati oltre 300 rosari ai ragazzi che hanno accettato di pregarlo ogni giorno davanti al Santissimo per le missio ad gentes che il Cammino ha sparso nel mondo nelle zone più secolarizzate. Ai giovani campani sono state affidate le missioni di Nizza, Marsiglia e Losanna.

L’aiuto alle parrocchie – La nuova evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale parte innanzitutto dalle parrocchie dove è presente. Quelle che accolgono questa realtà post conciliare, e lo fanno con le indicazioni volute dalla Santa Sede ed approvate dallo Statuto, senza decurtazioni o interpretazioni personali, rappresentano uno strumento prezioso, non l’unico, per ravvivare e renderle centri di fede e dunque sorgenti di vocazioni. Non dunque gruppi “in più”, ma una risposta concreta al processo di secolarizzazione in atto oggi nel mondo. Il Beato Giovanni Paolo II lo aveva detto: «in una società secolarizzata come la nostra, dove dilaga l’indifferenza religiosa e molte persone vivono come se Dio non ci fosse, sono in tanti ad avere bisogno di una nuova scoperta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, specialmente di quello del battesimo. Il Cammino è senz’altro una delle risposte provvidenziali a questa urgente necessità». Gli ha fatto eco anche Benedetto XVI affermando che «è una modalità diocesana di iniziazione cristiana, un dono di Dio per la sua Chiesa».

fonte: http://www.lottimista.com/2012/05/30/napoli-l%E2%80%99incontro-dei-giovani-in-cammino/

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