Storia del Cammino

Si riportano di seguito alcuni estratti dalla voce di wikipedia riguardante il Cammino Neocatecumenale.

Il Cammino Neocatecumenale è un movimento cattolico nato in Spagna nella metà degli anni sessanta su iniziativa del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández. È un itinerario di fede che si prefigge la riscoperta del battesimo.

Le origini
Nei primi anni sessanta, Francisco José Gómez Argüello Wirtz, detto Kiko, era un pittore ateo attratto dal pensiero esistenzialista di Sartre. La sua conversione al Cristianesimo seguì ad un periodo di crisi esistenziale durante il quale l’incontro con l’estetica e la filosofia spiritualista di Henri Bergson (che dava importanza al ruolo dell’intuizione come strumento di conoscenza del reale superiore alla ragione), gli aprì la strada al dubbio religioso. Negli anni successivi, lavorando con un gruppo di artisti e architetti di arte sacra, entrò in contatto con la spiritualità di Charles de Foucauld la quale rappresentò un momento di svolta nel suo percorso interiore che lo portò ad abbandonare il suo precedente stile di vita, le sue precedenti convinzioni filosofiche e l’attività di pittore per andare a vivere nella baraccopoli di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid, dove vivevano famiglie di zingari e quinquilleros emarginati.
A Palomeras Altas, in un contesto sociale caratterizzato da forte marginalità e degrado, Kiko si trova presto impegnato nell’opera di evangelizzazione dei baraccati, nonostante che questa non fosse stata inizialmente la sua intenzione. Lì incontra Carmen Hernández (laureata in chimica e associata per alcuni anni all’Istituto Misioneras de Cristo Jesús) e dal 1964 al 1967 collabora con lei all’elaborazione di una “sintesi kerigmatico-catechetica” ispirata al Concilio Vaticano II e fondata su un connubio tra Parola di Dio, Liturgia ed esperienza comunitaria che sarà la base dottrinale del futuro Cammino neocatecumenale.
Secondo Hernández, Argüello le confidò in quegli anni esperienze mistiche e apparizioni mariane[12] nelle quali Maria, madre di Gesù, lo esortava a dar vita a «comunità come la Sacra Famiglia di Nazaret».
Kiko racconta che l’allora arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo (1904-1971), venuto a conoscenza dei piccoli gruppi che si stavano formando nelle baraccopoli, li invitò ad estendere quell’esperienza ad alcune parrocchie delle città di Madrid e di Zamora. L’esperienza delle parrocchie cittadine, generalmente benestanti, era però diversa da quelle degli emarginati delle baracche. Molti cittadini non avevano evidenti bisogni materiali e le catechesi venivano vissute come conferenze di teologia, come occasioni di crescita intellettuale e non, come nelle intenzioni degli iniziatori, come un cammino di conversione e di kenosis (vedi anche alla voce Giovanni della Croce) dove, gradualmente, la spiritualità dell’uomo vecchio si spogliasse per poter essere rivestita della Nuova creazione nello Spirito Santo. Per tali motivi, gli iniziatori pensarono ad un percorso di riscoperta del Battesimo (denominato neo-catecumenato post-battesimale) finalizzato alla preparazione spirituale degli adulti, con l’ambizione di rispondere ai cambiamenti sociali di quegli anni.
Nel 1968 Kiko e Carmen furono invitati in Italia da mons. Dino Torreggiani (1905-1983), fondatore della congregazione religiosa Servi della Chiesa, mentre lo stesso Casimiro Morcillo scrisse una lettera di presentazione per il cardinale Angelo Dell’Acqua (1903-1972), allora vicario di Paolo VI. Andarono a vivere nelle baracche del Borghetto Latino a Roma e avviarono il Cammino nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi, nel quartiere Nomentano, ed in seguito in molte altre parrocchie della città. Da Roma il Cammino si diffuse successivamente in molte altre diocesi di Italia e del mondo.
Nell’aprile del 1970, a Majadahonda, nei pressi di Madrid, Kiko e Carmen, insieme ad altri responsabili e parroci, si posero il problema circa l’identità delle comunità che si stavano formando nelle parrocchie. Da tale riflessione furono definite le caratteristiche fondamentali del Cammino neocatecumenale come movimento organizzato e strutturato sul territorio.
Natura e missione della comunità neocatecumenale
In quell’occasione, i seguenti capisaldi furono fissati dagli iniziatori, insieme con i parroci che avevano accolto il Cammino e altri catechisti e responsabili.
La nascita di ogni singola comunità, che segue l’annuncio del Kerigma, è interpretata come la Chiesa che, ogni volta, scaturisce dalla Buona Novella, Chiesa intesa dunque come Corpo Mistico di Cristo, Comunità dei Santi.
Gli aderenti al Cammino sono chiamati ad essere “sacramento di salvezza” all’interno della parrocchia, in cammino verso una fede matura, sostenuti dal Tripode: Parola di Dio, Liturgia, Comunione fraterna.
Il Cammino è detto neocatecumenato o catecumenato, rispettivamente a seconda del caso che l’adulto sia già battezzato o meno e si ispira al catecumenato antico (con tappe come gli Scrutini battesimali, l’Iniziazione alla preghiera, la Traditio Symboli, la Redditio, ecc.).
Compito della comunità è rendere visibile un nuovo modo di vivere il Vangelo, tenendo presenti le esigenze degli uomini contemporanei.
Gli aderenti al Cammino sono chiamati a non distruggere niente, a rispettare tutto, presentando il frutto di una Chiesa che si rinnova.
Le comunità sono tenute a rimanere all’interno delle parrocchie, e sono tenute alla comunione con il parroco che le ospita.
Alcuni anni più tardi, quando il Cammino era già diffuso in molte diocesi italiane, i responsabili furono convocati dalla Congregazione del Culto Divino per presentare il loro itinerario di riscoperta del Battesimo. L’allora Segretario della Congregazione, mons. Annibale Bugnini, e gli esperti che lo coadiuvavano rimasero stupiti del valore di questa nuova realtà ecclesiale[18]. Dopo due anni di studio della prassi del Cammino, la Congregazione pubblicò sulla sua rivista ufficiale la breve nota Praeclarum exemplar di apprezzamento dell’opera delle comunità neocatecumenali. È in questi anni che viene scelto, su proposta della stessa Congregazione, il nome di Cammino neocatecumenale ovvero catecumenato post-battesimale.
Altre informazioni si trovano sulla voce di wikipedia riguardante il Cammino Neocatecumenale.