Il Patriarca con gli oltre duemila del Cammino neocatecumenale

«Il Cammino è una grazia, è una grazia riconosciuta nella Chiesa, riconosciuta dalla Chiesa». A chi vi fa parte è richiesto di caratterizzare la propria vita «all’interno di una spiritualità che desidera essere sempre all’interno della Chiesa». E’ possibile così «arricchire la Chiesa con il nostro carisma e nello stesso tempo garantire il nostro carisma perché non fatichiamo a vivere i momenti comuni della Chiesa. E’ uno scambio che arricchisce reciprocamente chi ha un carisma e chi chiede di essere garantito in quel carisma dalla Chiesa stessa».

Sono le parole che mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, ha rivolto a chi sta riscoprendo il proprio battesimo attraverso il Cammino neocatecumenale. In più di duemila, da tutta la diocesi di Venezia, sono convenuti lo scorso 10 maggio al palasport veneziano dell’Arsenale, provenienti dalle sessanta comunità presenti nel Patriarcato, in dieci parrocchie di Venezia, Mestre e Caorle.

Guardando alla realtà sacramentale, ha detto il Patriarca ai presenti, «la Chiesa è quel segno che ci unisce a Dio attraverso Gesù Cristo. E all’interno della Chiesa esistono i vari carismi, il vostro carisma. Sappiatelo annunciare agli altri vivendolo e soprattutto esprimendolo in una forte comunione ecclesiale. Questo è l’augurio, questo è quello che il Signore attende da ciascun battezzato». E’ il battesimo, infatti, «che ci unisce, oltre le singole spiritualità. Il battesimo garantisce l’unità nella diversità».
Riferendosi alle esperienze di annuncio e di missione che caratterizzano il Cammino, mons. Moraglia ha sottolineato che «non si è evangelizzati fintantoché non si risponde alla domanda del Signore che ci manda». E anche «la sofferenza, la tristezza, il dolore che molte volte viviamo patendo il rifiuto di chi non accoglie il Signore fa parte dell’evangelizzazione, è ciò che la rende e la renderà feconda. Quella sofferenza è come il chicco di grano che muore e morendo porta molto frutto. Il rifiuto subìto è la certezza che qualcuno proprio a causa di questa nostra sofferenza si convertirà».

fonte: http://www.genteveneta.it/public/articolo_gvnews.php?id=478&utm_source=feedly

Condividi:
Share on FacebookTweet about this on TwitterEmail this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciannove + 3 =