Kiko a Catanzaro

da Arealocale.com

Arrivati in 20 mila da tutte le Regioni del Sud Italia e dalla Repubblica di Malta per ascoltare la Parola di Dio, indegnamente annunciata da Kiko Argüello fondatore del Cammino Neocatecumenale.

Un evento celebrativo presieduto da S. Em.za il Cardinale di Palermo Mons. Paolo Romeo che, insieme ai Vescovi della Calabria, Mons. Bertolone, Mons. Cantafora e Mons. Bonanno, ha condotto i lavori dell’assemblea conclusa con una chiamata a vocazione per 100 giovani ragazzi e 50 ragazze che abbracceranno la vita consacrata nei Seminari “Redentoris Mater” e nei Conventi di Clausura sparsi in tutto il mondo.

Ventimila persone non si muovono a caso e senza senso ma perché hanno creduto nella Parola, hanno formato piccole Comunità per l’ascolto vivendo un itinerario di fede e riscoprendo il proprio Battesimo.

Arrivati al Parco Giovino di Catanzaro Lido in Calabria, fin dal mattino presto con chitarre, striscioni, passeggini e tanti bambini, i fratelli del Cammino Neocatecumenale si sono ordinatamente piazzati nelle zone dedicate e, fino al pomeriggio, hanno atteso in preghiera meditando il Santo Rosario. Kiko Argüello arrivato sul palco, addobbato con i segni ecclesiali e liturgici, ha subito iniziato la catechesi leggendo una Epistola di S. Paolo evidenziando che “Dio ha salvato il mondo attraverso la stoltezza della predicazione”.

Forte dall’abbraccio della moltitudine dei fedeli presenti e dalle autorità istituzionali venuti per ascoltarlo, Kiko ha cantato l’invocazione allo Spirito Santo, quasi come se fosse una sola voce, testimoniando la sua pochezza di uomo debole e peccatore. Ha testimoniato tanti fatti accaduti durante l’esperienza meravigliosa che si sta vivendo in queste domeniche dopo la Pasqua di Risurrezione. Infatti, il Cammino Neocatecumenale, in occasione dell’Anno della Fede, ha pensato e vissuto, uscendo fuori dai luoghi di preghiera, portando il Vangelo all’uomo di oggi in tutte le Piazze delle Città nel mondo.

Molto importante è stato il pensiero di Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo metropolita di Catanzaro – Squillace, che ha voluto comunicare ai fedeli presenti lo straordinario momento di fede quale regalo originale dello Spirito Santo, richiamando la speranza e l’amore quale fondamento della comunità cristiana. L’Arcivescovo ha ringraziato Kiko per aver accettato l’invito a presenziare una celebrazione importante per la vita dei cittadini di Catanzaro e dell’intera Calabria ed ha benedetto questo popolo in cammino quale espressione della fantasia dello Spirito. Dopo un forte respiro, Kiko ha preso la croce a stilo, dicendo che non si può testimoniare senza avere Cristo nella propria vita, nella sofferenza e nella povertà. Proprio di ciò scriverà Paolo ai Corinzi, ha detto Kiko: «Mentre i Giudei chiedono i segni e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini» (Cor. 1,22-25). Abbiamo pensato, con l’aiuto della Madonna, ha testimoniato Kiko, che uscire nelle piazze ha significato e significa per noi credenti dare una grande testimonianza di tanti giovani che con la propria esperienza attirano la gente che passa, magari solo per curiosità, colpita soprattutto dai canti, ad ascoltare la Buona Notizia di Cristo Risorto. Stiamo viviamo un tempo forte di tribolazione – ha continuato Kiko – e, il Cammino Neocatecumenale con le “missio ad gentes”, sta vedendo tante conversioni di gente atea o lontana dalla Chiesa. Tanta gente, ha detto Kiko, stupita, attratta dai canti, dalla cordialità tra i fratelli, dalle esperienze e dall’ascolto del “Kerigma”, che tocca profondamente lo spirito dell’uomo, dal momento che, dice San Paolo, “è lo spirito di Cristo che dà testimonianza al nostro spirito”. Perché i lontani ci guardano? Da questa affermazione Kiko ha richiamato i fratelli del Cammino Neocatecumenale ad essere coerenti con la fede: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. E’ il comandamento nuovo di Gesù per la sua comunità, che trova la sua identità proprio per questa qualità nuova di amare: “Da questo sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

La Chiesa primitiva “era un cuore solo e un’anima sola.. e tutti godevano di grande favore”. “Guarda come si vogliono bene!”, dicevano i pagani meravigliati di tanta solidarietà, fino alla comunione dei beni. “La via più sublime” di santità è quella carità che sta al di sopra di ogni pur prodigioso carisma: parlare in lingue, la profezia, una fede che trasporta le montagne e ogni forma di dedizione non disinteressata. Paolo ne elenca le caratteristiche, tra le altre, la benignità, il rispetto, il perdono e la gioia per la verità.

Infine, verso l’imbrunire, dopo una giornata bellissima piena di sole e di gioia, Kiko Argüello ha annunciato il Kerigma: “Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete – , dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere”….., proprio come Pietro (Atti 2,22) nel discorso alla folla il giorno di Pentecoste subito dopo la discesa dello Spirito Santo.

Aiutati a comprendere la “chiamata vocazionale” con l’annuncio  del Kerigma, Kiko ha ringraziato e benedetto il Signore che ci guida e ci sprona a testimoniare Cristo morto e Risorto, nonostante le dure prove e le sofferenze quotidiane che non ci fermano. 100 ragazzi e 50 ragazze si sono alzati per intraprendere un tempo di verifica e comprendere la volontà di Dio per abbracciare il Ministero della consacrazione al sacerdozio.

L’ultimo atto di questa celebrazione è stata la consegna del Rosario, fatto a mano in corda dalle Suore di Clausura, a tanti giovani e coppie che pregheranno tutti i giorni per le famiglie delle tante missioni che hanno formato migliaia di Comunità nelle Parrocchie in tutte le parti del mondo.

[Salvatore Barresi]

[29.04.2013]

fonte: http://www.arealocale.com/default.asp?action=article&ID=6880&utm_source=feedly

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