Nuova Evangelizzazione in Africa

Con l’inizio dell’anno pastorale 2012/2013 ( ma il riconoscimento ufficiale è avvenuto il 21 novembre 2012 presso la Santa Sede con Decreto Arcivescovile ) è stato eretto il nuovo seminario Redentoris Mater presso la Diocesi africana di Libreville completando così la nuova opera di evangelizzazione in quell’angolo di Africa che è il Gabon.
Dopo vari “segni” che il Signore ha permesso, – è importante leggere nella storia con discernimento ndr, – è iniziata a delinearsi la volontà di Dio circa la nuova evangelizzazione in Gabon. All’inizio si pensava che l’Africa non fosse pronta per la Missio ad Gentes, ma poi durante una delle ultime convivenze con gli itineranti a Porto San Giorgio, si è deciso di avviare la prima Missio in Africa, grazie alla disponibilità di tre famiglie e del Presbitero itinerante Don Pietro Strano, e così nel mese di gennaio 2012 in occasione dell’approvazione delle Liturgie del Cammino, Benedetto XVI ha inviato l’equipe, consegnando la croce al presbitero.
Successivamente pur sempre nella precarietà più assoluta, perchè come scrive S.Paolo ai Corinzi, “affinchè appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto siamo tribolati ma non schiacciati….”, le famiglie in missione hanno trovato sistemazione nel quartiere di Angondje, zona individuata dall’Arcivescovo di Libreville Mons. Basile M.vè Engone,

Il 15 settembre 2012 il Signore ha permesso che nascesse anche un nuovo seminario Redentoris Mater in Gabon, e gli iniziatori del cammino hanno chiesto a Don Pietro Strano di svolgere il servizio di Rettore essendo stato donato “fidei donum” alla Diocesi di Libreville. La patrona del Seminario Santa Caterina Laboure ( ogni Seminario e Missio ad Gentes hanno un Santo patrono che li accompagna e protegge nell’opera evangelizzatrice ), ha anch’essa partecipato a spianare le vie e dopo varie fatiche e travagli il seminario ha trovato la propria sede in una piccola villa, con quattro camere da letto, quattro servizi, un salone che fa da cappella per il seminario e sala delle celebrazioni per la comunità della Missio, più sala da pranzo, cucina e cortile con posto macchina e piccolissimo giardino.
Attualmente i seminaristi sono sei di altrettante nazionalità, Cameroun, Guinea equatoriale, Costa d’Avorio, Congo, Italia e Spagna. Hanno un buon spirito e si adattano a tutte le difficoltà, i pionieri sono sempre i più forti e più provati , ma a loro Dio concede grazie particolari. Non si lamentano del clima caldo umido o delle scomodità ma con zelo vivono la vita di preghiera e di comunione fraterna.Tre di questi seminaristi sono già in teologia e tre stanno imparando il francese per iniziare il prossimo anno la filosofia.
Come tutti i seminari Redemptoris Mater (95 in tutto  il mondo) vivono nella più assoluta precarietà affinché si possa sperimentare che Dio è Provvidenza e non lascia mancare il necessario. Ma è anche vero che questa provvidenza si concretizza attraverso la carità dei fratelli che hanno a cuore la Nuova Evangelizzazione la quale permetterà grazie alla formazione di nuovo clero disposto a perdere la vita per amore al Vangelo, soprattutto amore alla “pecora perduta”, a chi è ferito nello spirito, distrutto dai fallimenti della vita o scandalizzato dalla sofferenza della Croce e a chi si è allontanato dalla Chiesa per svariati motivi. Aiutare a formare sacerdoti che abbiano un forte spirito missionario per andare in quelle parti del mondo dove la Chiesa Cattolica non è presente, completamente in mezzo ai pagani che non conoscono la gioia della Buona Notizia oppure in Diocesi dove la secolarizzazione sta rendendo le chiese vuote e prive di uno spirito è opera evangelizzatrice anch’essa.
In questi posti come in ogni altra parte del mondo c’è bisogno di una Chiesa visibile ma sopratutto credibile, e le famiglie della Missio e i seminaristi sono chiamati a ciò: essere testimoni “fedeli del Vangelo”. Essi però non sono chiamati a costruire strutture mancanti (asili,scuole,ospedali ecc.. ), ma a ricostruire “l’uomo” nella sua dignità di persona umana; dignità distrutta dal peccato che è conseguenza della non conoscenza della Verità, della bellezza e della gioia che il Vangelo porta con sé e dà a chi lo accoglie; per ricostruire la famiglia fatiscente o aiutare i giovani e formare già dalla giovinezza una famiglia cristiana.
Essi annunciano il kerigma e cioè che “Dio ci ama” così come siamo, nonostante i nostri peccati e non si è stancato di noi, portiamo la speranza che è certezza che Gesù Crocifisso è morto ed è risorto per i nostri peccati, perciò la morte non ci spaventa, la povertà non ci distrugge perché Lui ha vinto tutto questo. Sono poveri in mezzo ai poveri per essere più credibili, obbedendo al mandato di Gesù: “non portate né borsa, né denaro, né vestiti, né bisacce, ma annunziate che il Regno è vicino e che Cristo viene con noi”. Ecco l’opera del Signore una meraviglia ai nostri occhi!

fonte: http://ilgrillocheparla.wordpress.com/2013/03/15/nuova-evangelizzazione-in-africa/

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