In attesa del Conclave

A lui affida la Sua Sposa

DI COSTANZA MIRIANO

http://costanzamiriano.com/2013/03/12/a-lui-affida-la-sua-sposa/

In questo periodo, si sa, i giornali pullulano di interventi alla “even the pig” (l’inglese dà quel tocco di eleganza), perché purtroppo in questi giorni tutti, anche il maiale appunto, si sentono in dovere di esprimere imperdibili opinioni sul conclave, sulla Chiesa, sul futuro Papa. Quando sento certe perle mi viene da rispondere come Troisi: “aspetta che mo’ me lo segno”.

La fiera dell’ignoranza  o della mala fede, non so, a volte di tutte e due. Io personalmente se mi chiamassero in tv a esprimere un’opinione sul nuovo Dalai Lama o su un rabbino capo, o sulla guida spirituale dell’Islam mi darei malata, staccherei il telefono o parlerei con voce nasale dicendo “mi spiace, ha sbagliato numero”. Insomma mi terrei rispettosamente a distanza.

Poveracci, non ci hanno capito niente. Non si capacitano che a noi credenti non interessa niente di vatileaks e di tutte le porcherie che possano venire alla luce. Noi li conosciamo, certi uomini di Chiesa, e anzi, più li conosciamo più ne vediamo le magagne. Ne sappiamo più noi di Odifreddi e di Augias messi insieme, del peccato di certi uomini, intanto perché siamo dentro la Chiesa, e poi perché vediamo il nostro, di peccato, e niente ci scandalizza (lo sappiamo da soli che siamo cattivi, non abbiamo mica bisogno degli scoop giornalistici). Però sappiamo che Dio ci ha amato tantissimo, e ha dato la vita per noi, e ci ha aperto la porta per la vita eterna, dandoci la possibilità di diventare figli di Dio. Questa porta è la Chiesa, e quindi anche se la porta sarà sporca e decrepita noi non ne usciremo.

Noi mica idolatriamo la mano che dà il battesimo, la mano che ci assolve, quella che solleva il pane per permettere al pane di diventare il corpo di Gesù. Noi però sappiamo che se non c’è un sacerdote questo non può avvenire, e se il sacerdote poi fa le cose peggiori per noi il pane è sempre il corpo di Gesù.

Senza la Chiesa poi non avremmo la garanzia che quello in cui crediamo non è un parto della nostra fantasia. Ci potremmo inventare una religione a nostro uso e consumo, plasmata sulle nostre personali nevrosi e idiosincrasie. È vero, ci sono anche sacerdoti che prendono posizioni improponibili, al limite dell’eresia, ma la Chiesa, udite udite, non è un’azienda, è una famiglia, e, esattamente come si fa nelle famiglie con i figli più scapestrati,  con quei sacerdoti ha pazienza, non li caccia di casa, e se se ne vanno li aspetta a braccia aperte.

E proprio come in una famiglia, davvero numerosa, dentro ci sono tanti, ma proprio tanti, fratelli generosi, seri, capaci di farsi carico degli altri come veri fratelli. Fratelli come non ne ho mai incontrati altrove.

Qualunque cosa ispirerà lo Spirito Santo dentro la Cappella Sistina noi saremo pronti. Niente ci intimorisce, niente ci scandalizzerà, neanche se venisse eletto quello lì, proprio quello che davvero non ci piace. Sarà comunque il nostro Papa. Nelle sue mani metteremo preghiere e digiuni, perché le amministri per la salvezza universale delle anime. Perché per noi è il Vicario di Cristo, a cui lui affida la sua Sposa, e di certo lui non la abbandonerà, per quanto il suo vestito possa essere poco immacolato. Noi da questa navicella nella tempesta non scenderemo di certo, e anzi, remeremo con tutte le nostre forze per portarla in salvo, lavoreremo con olio di gomito (anzi, di ginocchio) per pulirla. Ispirati dalla condottiera, santa Caterina:

E voi, figlioli dolcissimi, ora che siamo al punto, è il tempo che vi affatichiate per la Chiesa di Cristo, vera madre della nostra fede. Perciò vi conforto, voi che in essa siete stati piantati, d’essere come le sue colonne, e tutti insieme e bene uniti affatichiamoci con il fervore della nostra orazione, in questo giardino della fede salvifica. Ma con i fatti, schiacciando ogni amor proprio e ogni pigrizia, facendo compiutamente la volontà di Dio che per questo ci ha chiamati, per la nostra salvezza e per quella degli altri, in unione con questa Chiesa nella quale è salute delle nostre anime. Amen.

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4 comments on “In attesa del Conclave
  1. Io vorrei ringraziare il card schonborn per il suo impegno e le sue parole per la nuova evangelizzazione ma a chiunque verrà scelto ho già dato il mio si !

  2. Io vorrei ringraziare il card schonborn per il suo impegno e le sue parole per la nuova evangelizzazione e a chiunque verrà scelto ho già dato il mio si !

  3. Non sono d’accordo su una cosa, mi spiego.

    Lasciamo perdere i giornalisti, lo scoop, chi prova piacere nel vedere la Chiesa affondare, concentriamoci sulla Chiesa stessa.
    Proprio per quello che afferma lei, non pensa che sarebbe più coerente, da parte della Chiesa, rivelare tutti gli scandali? Dov’è il problema?
    Lei stessa dice “Noi li conosciamo, certi uomini di Chiesa, e anzi, più li conosciamo più ne vediamo le magagne.”.
    Dunque, tutti sanno tutto, ma la Chiesa deve nascondere, deve creare quest’ombra di mistero. Mi chiedo, perchè? Ha paura di perdere fedeli, forse? Io penso invece che se la Chiesa adottasse un atteggiamento più trasparente, meno misterioso, più umile, se ammettesse i suoi errori, se avesse un dialogo più diretto con i fedeli e perchè no, anche con i media, Essa sarebbe molto più rispettata e penso, anche più seguita. Tutto ciò, ovviamente, non per alimentare se stessa ma per andare in contro alle persone, per mostrarsi più vicina alla gente che ha davvero bisogno di una guida solida in questo periodo storico.

    Concludo. Io spero in un Pontefice moderno, innovatore, come era stato Giovanni Paolo II. Da credente mi farebbe piacere vedere il nuovo eletto, come prima cosa, fare un po’ di chiarezza, ammettere le colpe e chiedere scusa. Mi riferisco agli episodi di pedofilia, ai giochi di potere, agli strani movimenti di enormi quantità di denaro. Tanto lo sanno tutti. E’ un segno, un desiderio di rinnovarsi. Tanto, come ha detto lei, “Noi mica idolatriamo la mano che dà il battesimo, la mano che ci assolve, quella che solleva il pane per permettere al pane di diventare il corpo di Gesù”, quindi cosa temere?
    Se così non fosse la Chiesa continuerà con il suo declino, causato da se stessa.

    ps. è solo una mia riflessione personale, disinteressata, sono credente e faccio parte del Cammino, non è assolutamente mia intenzione dare inizio ad uno di quei dialoghi che spesso si trovano sui forum, fatti di insulti e commenti intenzionati a distruggere e non costruire un pensiero. Come organo facente parte della Chiesa, trovo utile metterci in discussione, avere sempre nuovi stimoli per cercare di migliorarci. Spero che il nuovo Papa riesca a trasmettere questo desiderio.

    Grazie per l’attenzione. La pace. ☺

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