Il cardinale Dolan sulla nuova evangelizzazione negli Usa: ogni cattolico è un missionario

«Siamo cresciuti, gran parte di noi, pensando alla missione come a un qualcosa di lontano. Ma, pur senza dimenticare il nostro sacro dovere di operare in terre straniere, dobbiamo pensare che anche qui siamo terra di missione e che ogni diocesi lo è; e ogni cattolico che si impegna è un missionario»: con queste parole, il cardinale arcivescovo di New York e presidente della Conferenza episcopale negli Stati Uniti, Timothy Michael Dolan, è intervenuto sul tema della nuova evangelizzazione, nell’ambito delle riflessioni affidate al suo blog «Gospel in the Digital Age», consultabile tramite il sito dell’arcidiocesi. Il porporato – riferisce L’Osservatore Romano – ha offerto una riflessione, in particolare, che richiama alcune affermazioni fatte dall’arcivescovo di Philadelphia, Charles Joseph Chaput, che nel giugno scorso, durante una conferenza svoltasi presso la sede della Catholic Press Association, aveva sottolineato proprio la necessità di affrontare il declino della pratica religiosa negli Stati Uniti e l’esigenza di promuovere con rinnovato slancio la missione di diffusione e di condivisione dei valori cristiani all’interno della propria diocesi «diventata terra di missione per la seconda volta» dopo secoli. Il cardinale Dolan ha ricordato che tutte le diocesi e arcidiocesi del Paese condividono la medesima esigenza, a causa della progressiva secolarizzazione delle società occidentali. «Anche la nostra amata arcidiocesi di New York — ha osservato il porporato — è divenuta terra di missione. Forse c’è stato troppo compiacimento e abbiamo dato per scontata la nostra fede cattolica». Un recente sondaggio dell’istituto Gallup — citato dall’agenzia Catholic News Service, che ha pubblicato l’intervento del porporato — mostra un progressivo calo di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni religiose: soltanto il 44 per cento del campione di intervistati, affiliati a varie comunità religiose, ha dichiarato di fare affidamento alle istituzioni o organizzazioni religiose. Il dato, in calo, segue a precedenti rilevazioni, che avevano prodotto come percentuali nel 2002 e nel 2007, rispettivamente il 45 e il 46 per cento. I cattolici, conclude il cardinale Dolan nella sua riflessione, «non dovrebbero deprimersi» di fronte alla secolarizzazione, ma anzi «dovrebbero attivarsi e sentirsi pronti alla sfida» Oggi, la Chiesa, «è con gli apostoli nella domenica della Pentecoste nel momento in cui ci impegniamo nella nuova evangelizzazione: tu e io siamo missionari», non dimenticando «che la «conversione degli altri» inizia soprattutto «dalla conversione in se stessi». Nell’aprile scorso, l’episcopato ha pubblicato un documento sulla nuova evangelizzazione. Disciples Called to Witness: The New Evangelization è il titolo scelto per il documento che, è spiegato in una nota della United States Conference of Catholic Bishops (Usccb) «si concentra sul dialogo con i cattolici, praticanti o meno, che hanno perso il senso della fede, nel tentativo di rinvigorirli». I vescovi esortano «a unirsi in un viaggio alla riscoperta della fede e dei legami con la comunità ecclesiale. La nuova evangelizzazione è per ogni persona una chiamata ad approfondire la propria fede, ad avere fiducia nel Vangelo e a possedere la volontà di condividerlo. È un incontro personale con Gesù che porta pace e gioia». L’impegno, negli Stati Uniti, è peraltro affidato anche alle home missions, le comunità nei territori di frontiera che includono centri abitati scarsamente popolati, poveri e per la maggior parte spesso anche difficili da raggiungere. Una realtà questa dove soprattutto la carenza di clero e di religiosi si scontra con il diffuso bisogno educativo della popolazione.

fonte: http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=606204

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