Intervista di Kiko a Radio Maria

In occasione dell’inizio della Settimana Santa, pubblichiamo il testo dell’intervista fatta da Angela Pellicciari a Kiko su Radio Maria lo scorso Lunedì Santo, il 18 aprile 2011, di cui avevamo scritto in questo articolo: http://www.cammino.info/2011/05/kerigma-un-fatto-attuale-intervista-a-kiko-arguello/.

Il testo è scaricabile in pdf dal sito di Radio Maria. Ringraziamo Alessio per la segnalazione.

KIKO ARGUELLO OSPITE DI ANGELA PELLICCIARI
Dai microfoni di RADIO MARIA
Lunedì 18 aprile 2011

Angela - Sono molto contenta oggi, lunedì Santo, non solo perché siamo vicini alla Pasqua, ma anche perché ho come graditissimo ospite Kiko Arguello. La mia gioia è poi particolare perché appartengo al Cammino Neocatecumenale – da lui fondato, assieme a Carmen Hernandez – da quasi quarant’anni.

Buon giorno Kiko!

 

Kiko – Buon giorno!

Angela – Fra le tante cose che possiamo chiedere a Kiko, soprattutto per chi non lo conosce, pensavo di cominciare con questa domanda. La mia vita è stata salvata dalla predicazione del Cammino. Dovete sapere che il Cammino ha un’ansia missionaria enorme, che ha raggiunto me, assieme a tanti altri. Coloro che sono raggiunti da quest’ansia di salvezza, che porta a Cristo, che ha potere sulla morte, sui nostri peccati, sulla nostra realtà contraddittoria; questo potere che ha Dio, si manifesta. E i papi hanno riconosciuto nel Cammino questa peculiarità e l’hanno valorizzata. Nel 1990 Giovanni Paolo II (il grande), aveva inviato una lettera a monsignor Cordez, che poi è entrata a far parte degli statuti del Cammino, approvati definitivamente lo scorso anno. In quell’occasione il Papa – definendo il Cammino Neocatecumenale “Un itinerario di formazione cattolica, valido per la società e i tempi moderni” – diceva: «Auspico che i fratelli nell’episcopato valorizzino e aiutino quest’opera per la nuova evangelizzazione. Perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori».

Ogni anno, vicino alla Pasqua, come prima delle grandi solennità liturgiche, Kiko e Carmen Hernandez, che sono gli iniziatori del Cammino, ci inviano un messaggio, un annuncio, che è come uno squillo di tromba. In quest’ultimo annuncio Kiko ricordava che quando il Papa ha parlato in questi termini, nessuno sapeva che cosa volesse dire “nuova evangelizzazione”. Che cos’è questa nuova evangelizzazione, e in che consiste?

 

Kiko – Al papa, quando l’ha detto, abbiamo chiesto che cosa significasse. Voleva forse dire che dovevamo fare qualcosa di diverso. E noi, dopo tanti anni, stiamo vedendo ciò che il Signore ci sta portando a realizzare. In definitiva significa che il Vangelo deve essere riannunciato a tutto il mondo, soprattutto all’Europa. Lo ha detto anche il Papa nella esortazione dopo il Sinodo, la Verbum Domini. Nella terza parte dice che “la Chiesa, quale sposa di Cristo, partecipa dell’ansia di salvezza che ha Cristo. È cristo che ha un’ansia di salvezza per portarla ad ogni uomo. Che cos’è la salvezza? È poter liberare l’uomo dalla realtà in cui si trova. Noi sappiamo che a causa del peccato originale l’uomo tende a fare del proprio io un dio, separandosi da Dio. così il suo essere più profondo “rimane come morto”, diceva il teologo danese Kirkegard, quando parlava della morte ontica. Il nostro essere più profondo è morto come morto quando è slegato dalla Roccia, dalle radici che lo facevano persona. Noi diveniamo persona quando Qualcuno ci dà l’essere dicendoci: “Io ti amo”. Infatti in greco la radice della parola persona è la stessa della parola personaggio. In un’opera teatrale il regista dice agli attori: “Tu farai il principe o, tu farai il soldato”. Ti viene dato un ruolo, insomma. Ma quando l’uomo si separa da Dio, perché ingannato dal demonio, si sente dire: “Dio non c’è… Dio è geloso e vuole castrare le tue potenzialità”. San Paolo dice che “Con la scusa della legge il demonio ci ha sedotto e ucciso”. Così, quando l’uomo si separa da Dio, perde la sua radice che lo fa persona, e così perde anche il suo ruolo. Non sa più che fare. E si chiede: “Chi sono io”?

“Chi mi ha creato”? “Perché esisto”? Così, separandosi dalla Vita, l’uomo è come morto. Per questo Gesù dice: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Per noi questo è un punto importantissimo, perché, quando a quest’uomo si avvicina la sofferenza, non avendo risposta, è terrorizzato! A questo proposito, l’epistola agli Ebrei, capitolo II, versetto 14, dice: «Così come gli uomini partecipano della carne e del sangue, Cristo ha partecipato degli stessi per togliere al demonio il potere che ha sulla morte. Perché, per la paura che gli uomini hanno della morte, sono per tutta la vita soggetti alla schiavitù del demonio». Ossia che, per la paura che gli uomini hanno della morte, sono soggetti alla schiavitù del demonio. Finiscono con l’obbedire al demonio. Così, una ragazza si accorge di essere incinta: si trova con il problema del bambino… Per lei è una sofferenza. Abortisce. Anche se dio ha detto: «Non ucciderai». Per altri motivi si divorzia, ci si separa, e si è costantemente in fuga dalla morte! Non avendo una risposta al problema della sofferenza, si scappa. Ma Cristo è venuto a togliere al demonio questo potere che ha sulla morte.

Come fa a togliergli questo potere? Vincendo la morte! Distruggendo la morte. Sappiamo che la morte è la conseguenza del peccato. Ma Cristo si è offerto come vittima per tutti i peccati al fine di liberare l’uomo dal peccato stesso. San Paolo si chiede: «Come mai faccio il male che non voglio?

Allora, se faccio il male che non vorrei, chi lo fa? Infatti, con la mia intelligenza mi da la capacità di distinguere il bene dal male e di conoscere la verità, ma dentro di me, nelle mie membra, vi è un’altra legge, per cui faccio il male che non vorrei fare». E si chiede: «Chi fa questo male»? E

risponde: «Lo fa il peccato che abita nella nostra carne». Questo peccato fa si che l’uomo sia orgoglioso, superbo, sia il dio di se stesso, diriga lui la sua vita, eccetera. Come si fa a togliere questo peccato che abita nella nostra carne? La Chiesa ce lo toglie attraverso il Battesimo che ci sommerge nella morte di Cristo. Ma non si può dare il battesimo senza che ci sia la fede!

Ecco, questo è ciò che fa il Cammino attraverso una nuova evangelizzazione! Noi vediamo che questo peccato porta alle divisioni, agli aborti, alle uccisioni, alla droga, alla corruzione, ad attaccarci al denaro, eccetera. Come potremo liberare gli uomini? Attraverso l’evangelizzazione!

San Paolo dice che: «Dio ha voluto salvare gli uomini attraverso la stoltezza della predicazione. Se noi andiamo a leggere la lettera di San Paolo, nel suo significato dal greco, sentiamo che non dice la parola predicazione, ma dice che: «Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza del cherigma (che è diverso da carisma). Cherigma vuol dire “notizia”. Una buona notizia!

Perché questa Notizia ci salva? Che cos’è questa notizia? Questo cherigma si realizza ogni volta che viene annunciato. Non è una cosa del passato, ma è una cosa attuale. È un Fatto! Perché è Cristo che ha vinto la morte, dando la sua vita per noi. Poi è risuscitato per la nostra giustificazione.

Adesso che è seduto alla destra del Padre, intercede per noi in un sacerdozio eterno! E sta intercedendo per ogni uomo.

Quindi, se io dico a un uomo: «Guarda che Dio comprende le tue sofferenze, i tuoi problemi, la tua separazione dalla moglie, il tuo divorzio, e ha inviato il Suo Figlio per liberarti da te stesso, per aiutarti! Cristo ha dato la vita per te, perché tu possa ricevere una vita nuova per opera dello Spirito Santo! Allora, se io dico queste cose a una persona, nello stesso tempo in cui sto parlando Gesù Cristo sta presentando davanti al Padre le Sue piaghe piene di luce e gloriose, che mostrano che ha dato la vita per quell’uomo, perché gli sia data la fede. Di fronte a questo fatto, che cosa fa quell’uomo? Accetta la fede che gli viene offerta dallo Spirito santo, o la rifiuta, perché è un antiteista, e non la vuole. Ma se quell’uomo si apre per un momento e asseconda la grazia che lo Spirito Santo gli sta donando per intercessione di Cristo, in quello steso momento quell’uomo cambia la sua vita, perché riceve dal cielo il frutto della passione, morte e risurrezione di Cristo.

Così lo Spirito Santo scende su di lui.

Che cosa dice San Paolo? Che lo Spirito di Cristo rende testimonianza al nostro spirito che Dio c’è e ci ama e che siamo figli di Dio! Questa è l’opera di salvezza! Per questo, guai a me se non annuncio il Vangelo, se non annuncio questo cherigma! Questo cherigma che feconda il mio spirito.

Cristo viene con me, mi appoggia, mi accompagna! Per questo è necessario annunciare il Vangelo!

Bisogna ritornare a una nuova evangelizzazione!

Ma c’è un solo problema. Bisogna che la gente ascolti. Ma spesso gli orecchi sono chiusi! Può essere a causa dei peccati dei cristiani o per i fatti di pedofilia, o perché sono di sinistra, o perché ci sono dei preconcetti contro il Vaticano, eccetera. Per questo non ascoltano: hanno l’orecchio chiuso!

Come possiamo fare perché la gente si apra all’ascolto del cherigma, dell’annuncio del Vangelo?

Negli Atti degli Apostoli è detto che ogni volta che gli Apostoli annunciano il cherigma, questo annuncio è sempre preceduto da un miracolo. Ricordo che quando San Pietro entra in casa di Cornelio – che è un pagano: un centurione romano con tutta la sua famiglia – e comincia ad annunciare il cherigma dicendo che questo Uomo è stato ucciso appeso ad una croce, Dio l’ha risuscitato e lo ha costituito Kirios, in quel momento, dopo questo annuncio, piomba su quel pagano lo Spirito Santo. E cominciano a parlare in lingue!

E San Pietro dice ai suoi ebrei che lo accompagnavano: «Possiamo noi negare il battesimo a costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?». Dobbiamo sapere che precedentemente Cornelio era stato visitato da un angelo, ossia, c’è stato un evento soprannaturale che lo ha aiutato.

Così anche nel primo cherigma di San Pietro – a Pentecoste -, c’è il miracolo delle lingue. Vi sono rappresentanti di 17 nazioni li a Gerusalemme in quel momento, nominati dagli Atti, e tutti ascoltano nella propria lingua! Dopo questo grandissimo miracolo tutti annunciano, con San Pietro, che «quest’Uomo, che voi avete ucciso, Dio l’ha risuscitato e lo ha costituito Figlio, Signore dei vivi e dei morti, e ritornerà a giudicare i vivi e i morti», eccetera.

A questo annuncio molti si convertirono. Anche l’annuncio del cherigma da parte di San Paolo è preceduto dalla risurrezione di un morto. Poi c’è l’episodio del paralitico risanato alla Porta Bella, eccetera. Ma a un certo punto sappiamo dagli Atti degli Apostoli che a un certo punto i miracoli cessano. Perché cessano i miracoli? Perché i miracoli fisici – che sono quelli che ottengono anche i santi -, sono molto limitati. Questi miracoli cessano quando appare il vero miracolo, che si chiama il miracolo morale, che è la Chiesa. Appare la Chiesa! E che cos’è la Chiesa? È una comunione di amore! Dice Cristo: «Amatevi come io ho amato voi». Cristo ci ha amati nella dimensione della Croce. In questa forma di amore sapranno tutti che voi siete miei discepoli. «E se siete perfettamente uno, il mondo crederà». Questo è il testamento di Gesù prima della sua passione. E dice: «Padre, io in loro e Tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo creda che Tu mi hai inviato».

Allora il Cammino Neocatecumenale, preparando la nuova evangelizzazione, intende creare comunità cristiane dove si arrivi a questa statura della fede: alla dimensione della croce: «Come io ho amato voi». Ma non è facile arrivare all’amore al nemico, all’amore nella dimensione della croce! Per questo noi facciamo un cammino lungo. La Madonna infatti ci ha detto di fare comunità come la Santa Famiglia di Nazareth. Perché quel modello? Perché il Verbo del Padre nasce dalla Vergine Maria. Ma non ci salva come un bambino, ci salva come adulto! Ha avuto bisogno di anni 30 anni per crescere. Raggiunta quella età parte in missione.

Ecco, noi facciamo un catecumenato che dura 30 anni. Poi partono tutti in missione. Missione ad gentes. Stiamo inviando comunità dove non c’è nulla. «È dal niente – diceva l’arcivescovo di Stoccolma, che ha avuto la missio ad gentes con delle famiglie che hanno fatto il cammino -, però tutti vi guardano»! Sapete perché? Perché qui la gente è molto sola. Tutti vedono come voi vivete nell’amore! Infondo la gente vorrebbe amare, e non sa. Ci sono tanti separati, divorziati… tanta gente vive sola con un cane, con un pappagallo, con due gatti, con una bottiglia di whisky, tantissimi alcolizzati! Una società moderna dove la maggior parte della gente vive sola! E

invecchiare soli è un orrore! Per questo c’è una grande quantità di suicidi in tutta Europa!

È necessario arrivare in fretta a portare la nuova evangelizzazione! Così, la gente, vedendo che queste comunità si vogliono bene, con una grande quantità di giovani gioiosi e bellissimi, si domanda il perché. Vengono. E noi annunciamo loro Gesù Cristo. Stiamo facendo una nuova missio ad gentes in Germani, a (Kemnis), a Colonia. Stiaamo facendola anche in Amsterdam, nella città di Almere, e in tante altre parti.

 

Angela – Scusa, Kiko. Potresti raccontarci, perche penso che molti ascoltatori non lo sappiano, che questa è una novità assoluta nella storia della Chiesa, questa delle missio ad gentes, così come l’avete concepita voi. Ci racconti in che cosa consiste?

 

Kiko – Prima di tutto bisogna dire che oggi la gente è molto secolarizzata. Non ha quindi interesse ad entrare in una chiesa. Non gli interessa niente entrare in una chiesa! È come per noi entrare in una moschea. La missio ad gentes non parte da un tempio fisico. Quando Giovanni Paolo II ha partecipato al simposio dei vescovi europei, nel 1985, ha presentato la realtà dell’Europa facendo una analisi catastrofica sulla secolarizzazione, dicendo che l’aspetto peggiore è la distruzione della famiglia cristiana. Basta guardare alla Spagna, dove ogni quattro minuti si rompe un matrimonio. Cosi accade che in molti paesi – Italia compresa -,, molti bambini vivono senza la presenza del padre. Vedete cosa sta succedendo oggi?! In Spagna le ragazzine possono abortire a 16

anni senza il consenso dei genitori. E così vediamo il business immenso della pillola abortiva, e il problema di così tante ragazzine e ragazzi che fornicano in quello che è chiamato “amore libero”.

Ecco, questa società che sta abbandonando le sue radici cristiane… Allora il Papa – dopo questa cruda analisi – ha detto ai vescovi: «Ma lo Spirito Santo è all’opera e già sta rispondendo! Coraggio!

C’è bisogno di una nuova Pentecoste e per questo bisogna tornare al primissimo modello apostolico. Bisogna portare avanti una nuova evangelizzazione secondo il primissimo modello apostolico». Invitava perciò i vescovi a “lasciare i vecchi schemi atrofizzati”. Ha utilizzato proprio questa parola, il Papa! E andare a vedere lì dove lo Spirito Santo è all’opera. Perché è lo Spirito Santo che salva la Chiesa! È lo Spirito Santo che è sempre all’opera!

E qual è il primissimo modello apostolico? Dopo che la Chiesa nasce nelle sinagoghe, e dopo che si sono formate comunità cristiane nelle sinagoghe e si crea una divisione fra i giudeo-cristiani e i giudei che non avevano accolto Cristo, ci fu un battibecco molto forte, tanto che Imperatore Claudio ha espulso i cristiani di Roma a motivo di Cristo. A un certo punto, vista questa divisione, questo combattimento che riguardava principalmente le prescrizioni della legge, a un certo momento Paolo dice: «Andiamo ai gentili». Lasciano così le sinagoghe, e queste, che erano piccole comunità, dove si riuniscono? Nelle case. Allora vediamo che Paolo dice: «Saluta la chiesa che si riunisce nella casa di Stefano, o di Niceforo, eccetera. Ossia, il primo modello apostolico è formato di piccole comunità che si riuniscono nelle case.

È chiaro che hanno dovuto stabilire un catecumenato quando cominciarono ad arrivare i pagani.

La cosa era diversa per gli Ebrei, che erano già molto preparati, conoscendo la Torà e l’Antico Testamento. I pagani però hanno avuto bisogno di una formazione. In quelle piccole comunità però avvenne anche un grande miracolo. Pensate che ai tempi di Nerone Roma aveva circa un milione di abitanti. A quei tempi la gente era molto religiosa. La città era piena di sette, di religioni, eccetera.

Sapete, in quel contesto, come venivano chiamate le comunità cristiane? Li chiamavano “gli atei”.

Zeffirino, quando entravano nel Colosseo, e la gente urlava: “A morte gli atei”! perché? Perché non avevano un culto pubblico. Si riunivano infatti nelle case per la frazione del pane, nell’Eucaristia.

Quindi credevano che non avessero alcuna religione, e quell’epoca l’ateo veniva considerato un barbaro

Come ha potuto succedere che queste piccole comunità cristiane potessero vincere sull’Impero Romano? Sappiamo anche che i Cristiani sono stati accusati dell’incendio di Roma e che sono stati perseguitati in tutto l’Impero. Questo fatto però li ha resi molto famosi. Sappiamo che la propaganda è molto importante. I cristiani sono stati braccati, torturati, eccetera. Nella lettera a Diogneto, del primo secolo, un cristiano dice: «Qui tutti ci odiano, ma se domandi perché ci detestano non te lo sanno dire. Ma la verità è che chi ci conosce si converte.

Allora noi, obbedendo al Papa, stiamo imitando questo modello apostolico. Così possi dirvi che a Budapest, dove abbiamo avuto una missio ad gentes d’accordo con il cardinale, in un quartiere molto secolarizzato è venuto ad un nostro incontro in una casa in cui ci riunivamo, un famoso filosofo ungherese, ateo. Sapete cos’ha detto dopo aver ascoltato il cherigma e aver scoperto Gesù Cristo? Ha detto: «Vi ringrazio, perché io non sarei mai entrato in una chiesa! Vi ringrazio per quello che state facendo, perché attraverso voi ho conosciuto Cristo».

 

Sapete, siamo in tempi in cui molta gente non è preparata per entrare in una parrocchia. Non sanno che cosa sia… Questo non vuol dire che dobbiamo abolire le parrocchie! Dobbiamo continuare! Ma per avere una nuova evangelizzazione, accanto ad esse, per gente molto lontana, molto secolarizzata, a cui la religione non dice nulla, è necessario annunciare un cherigma esistenziale, non religioso, che va al fondo del suo essere persona. Va al fondo di se stesso! E questi sperimenta nel fondo di se stesso il tocco di grazia dello Spirito Santo, e così comincia a nascere in lui una nuova vita. Nasce un figlio di Dio. nasce dal Cielo! È una nuova creazione. Così iniziamo con lui un itinerario di formazione cristiana. Questo stiamo facendo.

 

Angela – Lo state facendo, ma di fatto di queste varie missio ad gentes, che, ricordo, sono già 43, ci dici qual è la struttura?

 

Kiko – Le missio sono formate da 4, 5 famiglie con molti figli, in tutto circa 70 persone adulte, che trovano uno spazio di raduno assieme a un sacerdote che è inviato dal vescovo con tutte le sue attribuzioni. Si tratta di una struttura più snella di una parrocchia in un certo senso. però hanno anche il potere di battezzare, di celebrare matrimoni, eccetera. Naturalmente le famiglie sono libere.

Se una famiglia a un certo punto entra in crisi, può tornare alla sua nazione di origine. Fra le migliaia di famiglie che abbiamo, il papa ha inviato recentemente 209 famiglie. Sono quelle che hanno trascorso ormai molti anni di cammino. Ovviamente chiediamo la loro disponibilità. È una disponibilità meravigliosa. Noi diciamo loro: “Guardate che la vostra vita dovrà cambiare…

Immaginate quando i figli si troveranno, per esempio, in Finlandia, con una lingua diversa. O ad Amsterdam o in posti difficili. O in Cina. O addirittura dove non ci sono tracce di cristianesimo.

Ora, per esempio, siamo stati chiamati dal vescovo di Monpellier in una zona completamente nuova, dove non c’è una chiesa, non c’è nulla! lì la gente è molto secolarizzata. Poi, quando si è sul posto, la gente ti chiede: «Ma quanti figli avete? Ma chi siete? Da dove venite? Siete migranti? Chi siete? Così diamo ragione della nostra speranza. Tante volte le nostre comunità percorrono le strade e le piazze annunciando Gesù Cristo. E la città di Kemnitz, che prima si chiamava Karl Marx (nella ex Germania comunista, dove in una piazza c’è una enorme scultura di quasi 20 metri con il busto di Marx). Bene, questi fratelli hanno chiesto al Sindaco: “Possiamo predicare Gesù Cristo sotto la statua di Marx? Quando hanno ricevuto il permesso si sono messi li sotto con la croce, cantando accompagnati dalle chitarre. Si, è una cosa molto bella!

 

Angela – Per questa stessa ansia di evangelizzazione che vuol far conoscere l’amore di Cristo, che ha dato la vita per noi, visto che oggi molti non lo sanno più, voi mandate nelle tre domeniche dopo Pasqua tutti i fratelli del Cammino per le strade a fare questo annuncio…

 

Kiko – Nella Verbum Domini c’è l’invito a tutti i cristiani, a tutti i battezzati, a farsi annunciatori senza paura, lungo le strade del mondo, della speranza cristiana. Certo, questo non è facile! La gente può sentirsi infastidita. Nessuno di noi ama essere disturbato. Ne facciamo esperienza con i Testimoni di Geova, che spesso ti fermano, così come fanno gli appartenenti ad altre sette. Quindi anche per noi è difficile. Ma abbiamo capito che per amore a Cristo dobbiamo essere disposti anche a disturbare. Possiamo dire che anche Filippo ha disturbato. Tito ha infatti detto a Filippo:

“Andando per la tua strada troverai un carro sul quale vi è un uomo. Parla con lui”! Su quel carro vi era l’eunuco della regina di Candace, che stava leggendo a voce alta il libro del profeta Isaia, precisamente il versetto 53, in cui è detto: “Disprezzato, rifiuto degli uomini, uomo dei dolori…”.

Così Filippo gli si avvicina e gli chiede: «Capisci quello che leggi?…». ed è impressionante vedere che questo eunuco non gli dice: «Ma a lei che glie ne importa? Perché mi disturba? Non vede che sto pregando?». No. Questo eunuco lo accetta e lo invita a salire sul suo carro dicendogli: «Come posso capire, se nessuno me lo spiega?». Dal racconto degli atti sappiamo che Filippo, partendo dalla figura del Servo sofferente, descritta dal passo di Isaia, che stava leggendo quell’eunuco, gli annuncia Gesù Cristo parlandogli di Lui durante tutto il tragitto, tanto che a un certo punto l’anima dell’eunuco si infiamma, per grazia dello Spirito Santo, a tal punto, che, vedendo l’avvicinarsi di una pozza d’acqua, gli dice: «Ecco l’acqua! Mi puoi battezzare!». Ferma il carro. Scendono tutti e due presso l’acqua e Filippo Battezza per immersione quel proselito. Certo, si trattava di una persona preparata. Non si battezza così, alla rinfusa!

Ecco, anche le nostre comunità, nelle tre domeniche dopo la Pasqua, si riuniscono, leggono il Vangelo e ricevono la benedizione e l’invio. Vengono estratti a sorte due uomini e due donne, e partono… Sanno che un uomo vale un universo. Sapete, noi abbiamo salvato molti dal suicidio.

Una volta eravamo in un parco e abbiamo visto un uomo con il volto reclinato e triste. Gli abbiamo chiesto: «Possiamo parlare un momentino con lei?». E abbiamo cominciato ad annunciargli Gesù Cristo… Lui ascoltava, ma sembrava come assente. A un certo punto quest’uomo ha mostrato la mano che teneva nascosta, nella quale aveva un cappio. E ha detto: «Ecco, io ero venuto qui per impiccarmi a quell’albero. Ma, vi ringrazio: non lo faccio più…». E ci ha dato la corda. Così abbiamo salvato più di 50 persone in tutta Europa, che avevano deciso di farla finita.

Bisogna annunciare il Vangelo ad ogni costo, in qualunque maniera! Infatti ci chiediamo come la gente possa vivere senza Cristo! Perché Cristo è il nostro amico: parla sempre con noi, ci aiuta in tutto! Ma com’è possibile che la gente possa vivere senza di Lui. Lui ci da la garanzia che ha vinto la morte per noi. Noi non moriamo più! Abbiamo in noi la Vita Eterna, quella che dà il Battesimo!

A ogni persona che è battezzata il prete chiede: «Come ti chiami»? «Rodolfo». E il prete continua:

«Rodolfo, che cosa chiedi alla Chiesa di Dio»? «La fede»! E al padrino vien chiesto: «E che cosa dona la fede»? il padrino risponde: «La vita eterna»! ma non la vita eterna solamente per il cielo, ma la vita eterna qua! Abbiamo dentro di noi la vittoria sulla morte! Per questo motivo, colui che ha in sé la vita eterna, accetta i conflitti del matrimonio, e non lo distruggono! Per questo il matrimonio è indissolubile! E perché allora i cattolici divorziano? Perché hanno perso la fede! Non avendo più in loro la vita eterna, non hanno la capacità di amare il nemico. Perché tante volte il nemico è la moglie o il marito. Per questo si deve rievangelizzare! Bisogna riscoprire le ricchezze immense del battesimo!

Coraggio, pregate per me…!

 

Angela – No, aspetta! Un’ultima cosa. Dio ti ha coperto di doni, anche umanamente. Hai fatto lo scultore, il pittore, hai costruito chiese… In questi ultimi tempi tu hai affrontato il doloroso mistero della sofferenza degli innocenti, e per questo hai voluto andare a vivere nelle baracche. Ora, dopo più di 40 anni, Dio ti ha ispirato nella composizione di una Nuova creazione. Si tratta di una sinfonia, che tu – pur non essendo musicista -, hai composto per questo scandalo per la nostra ragione, che è la sofferenza degli innocenti. In particolare di Maria, che sta sotto la Croce.

 

Kiko – (Con voce bassa e mesta). Si, si. Maria è stata attraversata da una spada, una spada le ha attraversato l’anima. Si, mi ha impressionato perché anche il profeta Ezechiele prima enumera i peccati commessi dagli abitanti di Gerusalemme. E comincia con l’incesto: uno che va a letto con il padre, il padre con la figlia, il fratello con la sorella, con la nuora… Dopo i peccati di usura. I peccati di calunnia e di violenza di ogni tipo. Poi i sacrifici di bambini a Moloc, eccetera. Insomma peccati nefandi! Peccati di lussuria, di violenza, di oppressione alla vedova, eccetera. Dopo aver fatto questo elenco, che potrebbe essere valido anche per le nostre città, grida: «Spada, spada! Già giunge la spada appuntita, pronta per uccidere! La spada preparata per il mio popolo»!

Alla fine questa profezia si avvererà. Il profeta aveva detto anche che non si alleassero con l’Egitto, ma che confidassero nel Signore! Così Nabucodonosor, quando ha visto che si alleavano con l’Egitto, ha preso d’assedio Gerusalemme e l’ha incendiata. Le spade sguainate hanno fatto scorrere il sangue…

Ecco, questa spada mi fa pensare adesso all’orrore visto in Giappone, con tutti quei morti… Ecco.

La spada! Bene, questa spada, preparata per tutti i peccatori, la Madonna l’ha ricevuta nella sua anima, associandola così a suo figlio. Si, perché questo è predetto anche da Geremia ed Ezechiele a riguardo del Calice. Sulla Coppa della vita! La coppa dell’amarezza preparata per tutti i peccatori.

Perché Dio non è impassibile di fronte agli stupri, alle violazioni, ai bambini violentati, abusati; a tutte le ingiustizie! Alle donne che sono state schiavizzate e prostituite in tutto il mondo! la enorme quantità di droga che circola. Le donne assassinate in Messico, in Spagna, ovunque! Dio non è impassibile! Ce lo dicono anche le profezie!

Proprio oggi – lunedì Santo -, contempliamo Gesù nel Getzemani mentre dice al Suo Padre:

«Padre, allontana da me questo calice. Ma non la mia, ma se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». Dall’evangelista Luca veniamo a sapere che Gesù era tanto debole che “Dio gli inviò un angelo per confortarlo”, perché è distrutto nella sua umanità. Perché sta portando su di sé i peccati di tutta l’umanità! «Lui che non ha conosciuto il peccato – dice Sam Paolo – Dio l’ha fatto peccato per noi». L’ha trattato come è trattato il peccato nella Scrittura. E

quest’Uomo che vive tutto ciò è Dio stesso! È l’Innocente per eccellenza!

Si, nella mia vita – anche quando ero mezzo ateo -mi sono confrontato con problema della sofferenza. Ho incontrato gente distrutta. Diceva il filosofo Sartre: «Guai all’uomo il cui dito di Dio schiaccia contro il muro»! Io ho trovato gente schiacciata contro il muro… Si racconta che un ispettore nazista dei campi di sterminio, a un certo punto si rese conto che stava compiendo una mostruosità uccidendo tanti ebrei, tanta gente, quando ha visto le donne e i bambini nudi che cantavano nella camera a gas. Ha sentito dentro di sé qualche cosa, come una angustia. E ha pensato: «Cosa potrei fare per aiutarli»? e ha sentito dentro la risposta: «Spogliati ed entra con loro»!

Questa persona, dopo la guerra ha scritto un libro in cui dice di non credere, perché ancora nessuno gli ha spiegato il perché di tanta cattiveria. Noi cristiani possiamo spiegare quest’uomo ciò che ha fatto Cristo per noi… È chiaro che se dicono che dopo Auschwitz non si può più credere in Dio, perché non è possibile che ci sia un Dio che permetta quelle bestialità e quelle cose terribili!

Un’ecatombe di morti, eccetera.

Si, c’è tanta gente gnostica, tanta gente atea, ma se ce n’è uno che, gratuitamente, si spoglia e l’abbraccia ed entra con lui, allora c’è l’amore! C’è uno che mi ama! E dove c’è l’amore, c’è Dio!

Allora tutto ha senso! questa è la missione della chiesa! Non solamente il sociale, come alcuni fanno. Il sociale è necessario. Ma è più grande la missione della chiesa! È aprire il Cielo! È dire che c’è l’amore. C’è l’Amore che Dio ha mostrato in Cristo. Un amore infinito!

Allora, anche attraverso questa musica ho tentato di descrivere questi sentimenti, Un rabbino l’ha ascoltata e ha detto che questa musica è una spada. E si è ricordato di due Jassidin. E uno dice all’altro: «Abraham, tu mi ani»? E l’altro: «Certo che ti amo»! «Tu sai quello che mi fa soffrire»?

«E come posso sapere quello che ti fa soffrire»? «Allora – dice l’altro – se non sai che cosa mi fa soffrire, come puoi dire che mi ami»?

Il giorno dopo, questo rabbino, dopo aver sentito la sinfonia, questa celebrazione sinfonica sulla spada che attraversa l’’anima della Santa Vergine Maria, ha detto: «Ecco, l’intuizione di questa musica mi è giunta al cuore. Mi sono resoconto che voi capite ciò che fa soffrire noi ebrei». E

vediamo che c’è un meraviglioso desiderio di incontro tra la Chiesa Cattolica e il mondo ebraico.

Ecco in questa musica c’è anche la speranza ebraica.

Ecco. Ora devo andare via. Pregate per me – anche tu, cara sorelle! – e buona Pasqua!

 

Angela – Grazie Kiko! (Viene messa in onda una parte della sinfonia di cui si è parlato).

Questa composizione riguarda la spada, e Maria sotto la Croce.

Allora, mentre Kiko è andato perché sta componendo un’altra sinfonia. Vorrebbe fare una trilogia di sinfonie, risponde alle vostre domande Padre Mario Pezzi, che è, insieme a Kiko e Carmen, membro dell’equipe internazionale e responsabile del Cammino.

Buon giorno, padre Mario! Allora adesso possiamo ascoltare le domande dei radioascoltatori.

 

Ascoltatrice – Pronto? Io sono una signora albanese. Vivo a Bologna da 11 anni. Ho due figli e sono vedova.

L’anno scorso il figlio più giovane ci teneva tanto a diventare cristiano. Diceva sempre – dopo la morte di mio marito (e si commuove) -: «Mamma, io ci tengo tanto… voglio diventare cristiano».

Ad essere sincera, io non capivo tanto, perché veniamo da una famiglia musulmana. Poi alla fine mi ha convinto perché il suo amore per Gesù, per il Signore, era così grande… Così ha convinto anche me, e nella Pasqua dello scorso anno lui è diventato cristiano. Quella notte abbiamo fatto una festa grandiosa!

La cerimonia, nella parrocchia che frequentava, è stata bellissima, ed è stata seguita da una grande festa. Il ho sentito profondamente la sua felicità. Quando siamo stati a casa lui ha detto: «Mamma, sono così felice!… ho una gioia…! Sai, quando il sacerdote mi ha battezzato con l’acqua santa, io ho chiesto a Gesù di far si che anche tu e mio fratello possiate provare la mia stessa felicità!».

«Come posso io a 50 anni diventare cristiana? Non è possibile! Sono felice per te, però… io no!».

Invece è successo così, improvvisamente, durante il mio lavoro ho scoperto casualmente Radio Maria… E così è venuta anche a me la voglia. Così un giorno ho deciso di andare a Medjugorje –

nell’agosto dello scorso anno -, e quando sono tornata sono andata del parroco della mia parrocchia e gli ho detto: «Don… mi è successa una cosa meravigliosa… Voglio anch’io diventare cristiana (anche se provengo da una famiglia musulmana)…».

 

Angela – E la domanda, signora?

 

Ascoltatrice - «Io volevo solo dire che il 27 di questo mese, dopo la Pasqua, riceverò anch’io i sacramenti, e divento cristiana anch’io!

 

Don Pezzi – Molto bene! Senz’altro è il Signore che opera e attira, prima nel cuore di Suo Figlio, e adesso nel suo cuore, attraverso il Suo Santo Spirito


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One comment on “Intervista di Kiko a Radio Maria
  1. mi chiamo Giacomo e faccio parte da circa 27 anni di una comunità neocatecumenale nella Parrocchia Sacra famiglia di Palermo. Aprendo la mia posta elettronica sono rimasto letteralmente colpito dall’intervista fatta a Kiko: domenica sera dai miei catechisti avevo già ascoltato l’annunzio di Pasqua (è stato questo in sintesi l’intervista a Kiko). Tornando in macchina con mia moglia dall’annuncio (intorno all’una di notte) pensavo come sarebbe bello ascoltare a Radio Maria (l’ascolto quasi sempre in macchina) una catechesi fatta da Kiko perchè la gente non conosca il cammino per sentito dire ma abbia la possibilità di aprire il cuore ascoltando direttamente l’opera del Signore nella vita di tanti fratelli. Io sono stato per tantissimi anni un lontano, senza sacramenti e vivendo da dissoluto!! Ma quando ho incontrato l’amore di Dio attraverso la predicazione del Cammino Neocatecumenale, la mia vita e quella di mia moglie e di tutta la mia famiglia è cambiata (abbiamo 5 figli e siamo sposati da 38 anni). Per concludere voglio dire che la notte in macchina pensavo Kiko a Radio Maria, questa mattina leggo l’intervista!! Lo Spirito santo ne compie meraviglie. Pace. e Buona Pasqua a tutti. Giacomo (siamo quasi alla fine dell’itinerario di Iniziazione Cristiana; saluto Mattia che è il mio catechista)

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