Oggi in campo l’Italia del rugby: c’è anche chi parla del Cammino

In occasione del secondo turno del “Sei nazioni”, l’Italrugby attende sabato 11 febbraio a Roma due ospiti “difficili”: tanta neve e diecimila supporter dell’Inghilterra. Per affrontare l’impresa della vita, battere per la prima volta nella sua storia la temibile Inghilterra, l’Italrugby lascia lo storico Stadio Flaminio, per puntare sulla capienza del primo impianto della Capitale e sul calore dei ben più numerosi tifosi che potrà contenere.

Benché i pronostici siano tutt’altro che favorevoli (17-0 a favore degli inglesi il bilancio dei precedenti incontri), il commissario tecnico della Nazionale azzurra Jaques Brunel e capitan Marco Bortolami sono ottimisti. «Se riusciremo a vincere – ha annunciato il ct Brunel – sarà una cosa incredibile. Credo che possa essere un momento chiave per il rugby in Italia. Possiamo mettere in moto dinamiche interessanti per la squadra e per l‘intero movimento». «Vogliamo rendere storico questo debutto nel tempio calcistico di Roma», suona la carica Bortolami, che per la novantesima volta indosserà la fascia di capitano.

Oltre alla tattica, tra gli Azzurri c’è chi confida in un’arma segreta. «Grazie alla mia famiglia, da qualche anno ho intrapreso insieme a mia moglie il cammino neocatecumenale», ha spiegato Giovanbattista Venditti, 21 annni, originario di Avezzano, sposato con un figlio. «Prima delle partite – prosegue Venditti, che ha esordito nell’Italrugby proprio nel Sei nazioni 2012 – mia madre prega affinché io non mi faccia male. Pregare prima di ogni match mi dà tanta forza, e alla fine ringrazio sempre. Si può dire che la preghiera è il mio doping personale».

fonte: http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=8062

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