Il Cammino arriva in Umbria nel 1970. Oggi nelle otto diocesi ci sono 140 Comunità.

C’erano anche gli umbri tra i 7.000 parroci e responsabili del Cammino Neocatecumenale presenti all’udienza di Bendetto XVI a Roma venerdì 20 gennaio. Insieme ai vescovi mons. Gualtiero Bassetti e mons. Giuseppe Chiaretti, rappresentavano le circa 140 comunità presenti nelle otto diocesi umbre.

Il Cammino Neocatecumenale è presente in regione fin dal 1970 quando, a Perugia, attorno ai “catechisti itineranti” si formò la prima comunità. Da allora la proposta di un “cammino” di riscoperta del proprio battesimo è stata accolta da migliaia di persone, ha coinvolto intere famiglie ed ha segnato la fisionomia spirituale di intere comunità parrocchiali. Chi abbraccia il “Cammino” si impegna in un percorso di formazione che dura degli anni.

I frutti non sono mancati e molti umbri hanno risposto alla chiamata vocazionale. Ci sono stati giovani che hanno scelto la via del sacerdozio e sono entrati al Seminario regionale di Assisi oppure nei Seminari del Cammino Redemptoris Mater. Ci sono circa 15 famiglie che hanno scelto di essere “itineranti” in Italia o all’estero per essere con la loro stessa vita familiare testimoni di una vita nuova. Luciano Giuliarelli, referente regionale del Cammino, ricorda la famiglia di Michelangelo Ghilberti partita nel 1978. Dal 1980 vive in Francia e ora per il Movimento sono diventati responsabili dell’area Francia del Sud, Svizzera francese e Corsica.

Le Comunità umbre hanno dato anche “catechisti itineranti”, ovvero persone che si dedicano a tempo pieno all’evangelizzazione, sostenuti dalle Comunità. E tra i presbiteri il perugino “fidei donum” don Alviero Buco è stato parroco in missione per molti anni in Svezia e da pochi mesi è in Danimarca, chiamato dal Cammino ad essere Rettore del Seminario Redemptoris Mater di Copenhagen. Nel 2006 Circa 4.000 persone hanno riempito il Palaevangelisti di Perugia per incontrare Kiko Arguello, fondatore del Cammino.
Altre 18 famiglie in “missio ad gentes”.

Nel corso dell’udienza con i neocatecumenali, Benedetto XVI inviato 18 nuove missio ad gentes in tutto il mondo, pratica di evangelizzazione tipica del movimento. Tredici in Europa (Albi; Nizza; Bayonne; Tolone; Strasburgo; Lione; Anversa; Marsiglia; Lubiana, Sarajevo; Tallin; Vienna; Manchester), 4 in America (tre a Boston e una in Venezuela); una in Africa (Libreville, Gabon).

Inoltre sono state mandate altre famiglie per missioni già formate tra gli aborigeni australiani, nella Papua Nuova Guinea e in Ucraina. Ogni missio ad gentes è formata da tre o quattro “famiglie numerose” che vanno con un prete a vivere in una zona decristianizzata o dove il Vangelo non è mai stato annunziato. Queste missioni si vanno ad aggiungere alle altre 40 già inviate in tutto il mondo da Benedetto XVI negli anni precedenti.

Maria Rita Valli

NOTA: Segnaliamo un altro articolo sull’evento del 20 gennaio pubblicato sempre dal notiziario umbro, dal titolo “I “riscopritori” del battesimo”: http://www.lavoce.it/articoli/20120127161.asp

fonte: http://www.lavoce.it/articoli/20120127162.asp

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