Un dono speciale dello Spirito Santo: il Cammino Neocatecumenale e la Nuova Evangelizzazione

Durante la sua visita a Santiago, il Papa ha sottolineato che la Spagna, oltre che aver fornito storicamente alla chiesa grandi santi e fondatori, sono emersi negli ultimi decenni “nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e di azione apostolica”. Uno dei più evidenti: il Cammino Neocatecumenale, che Benedetto XVI ha definito “un dono speciale suscitato dallo Spirito Santo”.

Don Silverio Nieto, direttore del Servizio Giuridico Civile della Conferenza Episcopale Spagnola, sottolinea in queste pagine, il suo lavoro missionario e il suo impulso per la nuova evangelizzazione.


Lunedi, 12 dicembre, festa della Vergine di Guadalupe, Patrona dell’America Latina, il Papa Benedetto XVI ha nominato Vescovo della diocesi di Callao (Perù) il sacerdote José Luis Madrid Palace e Perez-Medel, che riceverà questo Sabato, 7 gennaio, l’ordinazione episcopale dal cardinale Antonio Maria Rouco Varela, nella Cattedrale dell’Almudena di Madrid.

Ordinato sacerdote a Lima, dal Beato Giovanni Paolo II, mons. Del Palacio ha oltre 35 anni di servizio per il popolo peruviano e per la Chiesa, come responsabile dell’equipe itinerante del Cammino Neocatecumenale, che ha decine di missionari e numerosi seminari in diverse diocesi gemelle. Il nuovo vescovo di Callao è laureato in Filosofia e Diritto Canonico e dottore in teologia. Promotore di numerosi centri di formazione catechistica per la nuova evangelizzazione e di Case di comunione, fu il fondatore della Facoltà di Teologia Redemptoris Mater di Callao.

Questa importante nomina di un missionario spagnolo come vescovo viene a riconoscere il lavoro dei sacerdoti, religiosi spagnoli e religiose, che in molti Paesi annunciano il regno di Dio. Si evidenzia anche, ancora una volta, l’importanza missionaria del Cammino Neocatecumenale. Va ricordato che un altro membro del Cammino Neocatecumenale, Mons. Javier del Rio Alba, ha dato inizio ad un apostolato instancabile nell’Arcidiocesi di Arequipa (Perù), i cui frutti si manifestano nei suoi due seminari e nell’opera di evangelizzazione su una popolazione che si dichiara cattolica al 90%.

Fin dalla fondazione del Cammino Neocatecumenale, negli anni ’60, questo modalità di iniziazione cristiana e di educazione permanente della fede, riconosciuto dalla Chiesa come un itinerario di formazione cattolica valido per la società e tempi moderni, pieni di famiglie, bambini e giovani, si è diffuso in lungo e in largo nel mondo e, attualmente, è presente in 106 paesi, tra cui alcuni in cui è molto difficile annunciare il Vangelo di Cristo, per il mancato riconoscimento del diritto fondamentale della libertà religiosa, e così decisivo per il futuro del cristianesimo in Asia, come la Cina comunista.

Il Cammino, che è nato in mezzo a tante sofferenze tra i poveri, vive nella parrocchia, ed è al suo servizio,  strumento al servizio dei Vescovi nelle parrocchie, al fine di portare alla fede coloro che l’hanno abbandonata o non l’hanno mai avuta, cercando di tornare al primo modello apostolico, nato intorno alle case e piccole comunità dove tutti si conoscono, si aiutano a vicenda, anche finanziariamente, e pregano insieme. Con più di 3.000 sacerdoti e 86 seminari, che sono diocesani, e molti matrimoni, bambini compresi, nella missione ad gentes, la cui iniziativa si deve al Beato Giovanni Paolo II, vedendo la situazione di secolarizzazione del mondo occidentale;  negli ultimi tempi, anche le comunità vengono inviate in missione.

Il compito di evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa, compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società rendono sempre più urgente. Oggi, il Vangelo di Gesù è ancora l’unico lievito capace di trasformare un mondo egoista e rassegnato a morire, l’unica luce capace di illuminare le nostre tenebre e aprire nuovi percorsi di speranza e di gioia. In questo senso, più volte, il Papa ha sottolineato l’abbondanza di frutti di conversione, fede matura, la comunione fraterna e missionaria delle comunità neocatecumenali.

Il Cammino ha conosciuto negli ultimi anni uno sviluppo e una diffusione nella Chiesa veramente impressionanti. Come il seme evangelico della senape, è diventato un grande albero, che si estende già su cinque continenti. Però il Cammino, oltre alla missione ad gentes, è presente anche in altre realtà sociali: tutti quelli a cui si può evangelizzare e testimoniare Cristo. Così, nel mondo accademico sottolinea, in Spagna, la prestigiosa Università Cattolica San Antonio di Murcia, diretta,  con mano ferma e mano maestra, dal membro del Cammino Neocatecumenale José Luis Mendoza, che, con oltre 12.000 studenti, è implementato anche a Cuba, Austria, Germania, ecc., prendendo come riferimento l’educazione cattolica dei suoi membri e la fedeltà alla Chiesa e al Papa, con una preparazione universitaria esigente, come vogliono i tempi attuali.

Benedetto XVI, nell’udienza che concesse al Cammino Neocatecumenale il 17 gennaio 2011, ha osservato che è “un dono speciale suscitato dallo Spirito Santo:. come tale, tende naturalmente a inserirsi nella grande armonia del corpo ecclesiale”. In questo senso, “Esorto, ha affermato il Papa, di cercare sempre una profonda comunione con i pastori e con tutti i componenti delle Chiese e dei contesti ecclesiali molto diversi, in cui siete chiamati a lavorare. La comunione fraterna tra i discepoli di Gesù è, infatti, la prima testimone e la più grande del nome di Gesù Cristo “. Alla stessa cerimonia, il Santo Padre, parlando ai sacerdoti, provenienti dai seminari diocesani Redemptoris Mater d’Europa, e più di 2.000 seminaristi presenti, li ha invitati a “essere sacerdoti innamorati di Cristo e della sua Chiesa, capaci di trasmettere al mondo la gioia di aver trovato il Signore e di essere al vostro servizio.”

Infine , il Cammino Neocatecumenale non è un gruppo formato spontaneamente, o un’associazione, né un movimento spirituale, né una élite all’interno della parrocchia. Piuttosto si tratta di un gruppo di persone che vogliono riscoprire e vivere la vita cristiana nella sua pienezza, vivere le conseguenze essenziali del suo battesimo, attraverso un Neocatecumenato diviso in diverse tappe, come si faceva nella Chiesa primitiva, ma adattate alla loro condizione di persone già battezzate, in modo che il sacramento della rigenerazione cristiana torni ad essere ciò che era nella coscienza e nella pratica delle prime generazioni del cristianesimo.

Di conseguenza, queste comunità hanno la missione di essere, all’interno della parrocchia, segno e sacramento della Chiesa missionaria, di aprire un cammino concreto di evangelizzazione per i lontani, dando segni che chiamano a conversione i pagani, cioè l’amore nella dimensione della croce e l’unità. Questo amore, per cui, secondo il Vangelo, tutti riconosceranno i seguaci di Cristo, è un amore che esige un dono totale, un amore che definisce Kiko Argüello così: “Amare significa morire, e la nostra tragedia è proprio che non vogliamo morire . Amare l’altro quando differisce da quello che vogliamo, sempre significa un salto nel buio, significa superare la morte. ”

In conclusione, il Cammino Neocatecumenale è annuncio del Vangelo, la testimonianza in piccole comunità e l’Eucaristia in gruppi; tutto ciò che permette ai suoi membri di porsi al servizio del rinnovamento della Chiesa e della nuova evangelizzazione.

Fonte: http://www.neocatecumenalesnavarra.com/index.php?lugar=Noticias&idNoticia=100

Condividi:
Share on FacebookTweet about this on TwitterEmail this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattro × uno =