[Stampa] – Benedetto XVI abbraccia i neocatecumenali

Iniziamo una breve rassegna stampa sull’evento di oggi. Di seguito l’articolo pubblicato su Vatican Insider

Ci sono voluti 15 anni ma alla fine ce l’hanno fatta: Kiko Arguello, Carmen Hernandez, don Mario Pezzi e i centinaia di migliaia di persone che, in tutto il mondo, fanno parte del Cammino Neocatecumenale, hanno incassato questa mattina il sì definitivo della Santa Sede al loro movimento.

Il Cammino è un “percorso di iniziazione cristiana” un percorso di fede, destinato soprattutto a quegli adulti che, nei Paesi di tradizione cristiana dell’Occidente, sono stati battezzati ma poi se lo sono, per così dire, dimenticato. Il movimento iniziato da Kiko e Carmen – come vengono amichevolmente chiamati i due fondatori – ha avuto grande successo proprio lì dove la Chiesa è adesso più in difficoltà: nelle grandi città del mondo secolarizzato, tra i giovani che, come ama ripetere Kiko, “mai si sognerebbero di mettere piede in una Chiesa”.

Il sì vaticano è arrivato, paradossalmente, proprio da quel papa che, a prima vista, dovrebbe essere più scettico nei confronti dei neocatecumenali.

Molti di quelli che nella Chiesa guardano con sospetto ai neocatecumenali non si aspettavano che sarebbe stato proprio il papa-teologo a dare il via libero al Cammino: pensavano che le ‘peculiarità’ liturgiche della creatura di Kiko e Carmen – a cominciare dalla messa ‘conviviale’, celebrata il sabato sera dai membri della comunità seduti attorno a un tavolo – non avrebbe potuto ricevere il via libera da parte del pontefice che ha voluto ridare cittadinanza nella Chiesa alla messa tridentina, né che l’ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Chiesa avrebbe potuto passare sopra alle numerose imprecisioni teologiche o semplificazioni storico-dottrinali che, secondo i critici, si trovano nel corpus delle catechesi che segnano le tappe del Cammino.

Invece, malgrado lo scetticismo, Benedetto XVI – che sta concentrando gli sforzi di questa fase del suo pontificato sulla ‘nuova evangelizzazione’ e sulla riscoperta della fede nella vita dei cristiani – ha invece preferito giudicare l’albero da frutti, non rinunciando a mettere a punto e limare alcuni aspetti del Cammino.

Non solo, Papa Ratzinger ha definito il Cammino “un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi” di fronte ai 7mila partecipanti all’incontro in Vaticano seguito alla proclamazione dell’approvazione finale delle celebrazioni neocatecumenali.

Per il papa, con l’obiettivo di riavvicinare “alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa”, le comunità neocatecumenali possono quindi “celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica” (ovvero il sabato sera, ndr), ma solo “secondo le disposizioni del vescovo diocesano”.

Quello del contrasto con i vescovi è un problema che ha toccato a più riprese il Cammino – appena l’anno scorso i vescovi del Giappone avevano protestato a Roma e chiesto lo stop di tutte le attività dei neocatecumenali nel loro Paese. Spesso l’arrivo delle comunità, guidate da catechisti e preti ‘esterni’, rompe i fragili equilibri locali della comunità cattolica, soprattutto in Paese dove i cattolici sono minoranza.

È per questo che il papa ha invitato i neocatecumenali a cercare “sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari, nelle quali siete inseriti: l’unità e l’armonia del Corpo ecclesiale sono una importante testimonianza a Cristo e al suo Vangelo nel mondo in cui viviamo”.

Anche la ‘separatezza’ della messa delle comunità del Cammino non è un diritto assoluto: prima di tutto, ha sottolineato Benedetto XVI, anche nella celebrazione comunitaria i Libri liturgici “vanno seguiti fedelmente”; ma soprattutto, i membri del Cammino, grazie alla loro “progressiva maturazione nella fede”, devono man mano “favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale” – con la partecipazione, quindi, alle messe domenicali celebrate in parrocchia. “Durante il cammino – ha avvertito il papa – è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale”.

Per Kiko, quello vissuto oggi dal Cammino è un “momento storico”: “E’ quello che stavamo aspettando: che la Chiesa riconoscesse la validità di questa iniziazione Cristiana”. “Dopo tanti anni – ha aggiunto – come non possiamo essere contenti e grati a Dio che dopo tante sofferenze e tanto lavoro in tutto il mondo la Chiesa riconosca ufficialmente che questa iniziazione cristiana è valida”.

Come già altre volte, al termine dell’incontro con i neocatecumenali è stato lo stesso pontefice a inviare 17 nuove“missio ad gentes'”del Cammino: gruppi formati da tre o quattro famiglie numerose accompagnate da un prete, che vanno a vivere in una zona fortemente secolarizzata o dove il Vangelo non è mai stato annunziato. Destinazione, soprattutto il cuore dell’Europa, dalla Francia all’Estonia.

Per Kiko, oggi “la gente in tutta Europa è molto sola”.  Di fronte a questo ‘deserto’ spirituale, la risposta del Cammino è “formare comunità cristiane in mezzo agli ambienti più pagani”. Come a Chemnitz, l’ex città-modello della Germania comunista, dove il 98% degli abitanti non sono battezzati. “Il vescovo ha chiesto due ‘missio ad gentes’ – ha raccontato il fondatore – e già hanno fatto due comunità di pagani, di gente non battezzata”.

 

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/neocatecumenali-new-catechiumenals-neo-catecumenales-papa-pope-el-papa-11863/

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