Il Seminario Eparchiale Interrituale Internazionale Missionario del Cairo

I Seminari Redemptoris Mater sono uno dei frutti del rinnovamento conciliare. Una realtà inaugurata dal Concilio Vaticano II che nel suo decreto Presbyterorum Ordinis scrive al n. 10: I presbiteri si ricorderanno che devono avere a cuore la cura di tutte le Chiese… Là dove le condizioni dell’apostolato lo richiederanno (per la mancanza di clero) si faciliterà non soltanto una ripartizione adatta dei preti, ma anche delle attività pastorali particolari … Potrà essere utile a questo fine creare dei seminari internazionali per il bene comune di tutta la Chiesa … secondo modalità da stabilire nel rispetto dei diritti degli ordinari locali.

Nel 1991, la Commissione Interdicasteriale, formata dal Papa Giovanni Paolo II per risolvere la grave mancanza di presbiteri in molte zone del mondo ha riconosciuto che “questa idea del Concilio ha trovato un’attuazione nei seminari Redemptoris Mater dove si preparano dei presbiteri per la nuova evangelizzazione, secondo le modalità del Cammino Neocatecumenale… Si può dire che si tratta della realizzazione di una nuova forma di ministero: “il missionario diocesano” (Osservatore Romano, 15.03.1991).

Fondato al Cairo nell’ottobre del 1995 da S.B. Stephanos II Card. Ghattas, Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici, S.E. Mons Boutros Taza, Vescovo Armeno Cattolico del Egitto de del Sudan e da S.E. Mons. Joseph Dergham, Vescovo Maronita del Egitto e del Sudan, e trasferito in Libano in ottobre 1999, il Seminario Eparchiale Interrituale Internazionale Missionario Redemptoris Mater propone dunque di formare un nuovo tipo di presbitero: uomini di preghiera, missionari, esperti in umanità, formati in un contesto interrituale che gli permette di aiutare i cristiani ad essere uniti e ad essere un segno di salvezza per i popoli della regione. In questo modo si attua quello auspicato dal Concilio Vaticano II che nel decreto Optatam Totius augura che i presbiteri “siano penetrati di quello spirito veramente cattolico, che li abitui a guardare oltre i confini della propria diocesi, nazione o rito, e andare incontro alle necessità della chiesa intera, pronti nel loro animo a predicare dovunque il vangelo” (OT 20).

Destinato all’apostolato missionario in Medio Oriente, in Sudan, in Nord Africa e presso le minoranza cattoliche orientali nel mondo, il Seminario Redemptoris Mater è, in oltre, un modo di realizzare la collaborazione fra le Chiese d’Occidente e d’Oriente accogliendo vocazioni di tutto il mondo per tutto il mondo.

É sotto la responsabilità di un Cœtus di tre eparchi: S.B. Nersès Bédros XIX, Catholicos Patriarca di Cilicia degli Armeni Cattolici, S.Ecc Mons. Boulos Matar, Arcivescovo Maronita di Beirut, e S.Ecc Mons. Georges Bacouni, Arcivescovo Greco Melkita di Tiro.

I formatori sono il rettore, don Guillaume Bruté de Rémur, presbitero della diocesi di Roma, il Vice Rettore, Ab. Hani Bakhoum, presbitero della diocesi patriarcale di Alessandria dei Copti Cattolici, il Padre Spirituale, Ab. Jean Azzam, presbitero della Diocesi Maronita di Sidone.

Attualmente, vi sono 21 seminaristi di 6 riti e 11 nazionalità diverse e sono stati già ordinati 5 presbiteri: 1 latino (Khartum), 2 copti (Cairo), 2 maroniti (Beirut) che servono in tutto il medio oriente (Sudan, Egitto, Koweit, Libano, Giordania)

 

 

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