Perchè voglio essere Suora?

Testimonianza di una ragazza del Cammino Neocatecumenale che ha scoperto la sua vocazione

Raquel Valverde Garcés

Molti mi chiedono, perciò ho scritto queste lettera, per condividere con tutti, ciò che Dio ha fatto e sta facendo nella mia vita.

Sei mesi fa ho deciso di entrare come postulante (aspirante suora) in un convento di clausura (quella degli Agostiniani, a Sant Mateu). Sembra surreale, se guardiamo alla società e alla vita che anche il mio ingresso nel convento lo è stato.

Chi non mi conosce può pensare che sono una beata, un poco  santa … spero! Ma chi mi conosce lo sa fin troppo bene che non lo sono. Da bambina sono stata sempre molto introversa, pensando che fossi il brutto anatroccolo,  poco studiosa, paffutella, lentigginosa, … diciamolo: non molto carinas! E questo ha creato nella mia infanzia un grande senso di vuoto affettivo. Crescendo ho cominciato ad essere “più vistosa” e credevo che questo era importante: attirare l’attenzione, essere socievole, amichevole, gentile, … Tutta facciata! Sono caduta nel pericolo di preoccuparmi così tantodell’aspetto esteriore che ho trascurato quello interiore, tutti i doni che Dio mi aveva dato il stavano riempiendo quel vuoto affettivo in maniera egoistica invece di condividerlo con i fratelli. Come ero ignorante!

Nella mia adolescenza mi sono comportata come un pavone: mettevo in mostra le mie piume. Ma, come ampiamente detto, una volta ben preparato, lo spellano, lo tagliano a pezzi, lo condiscono e viene servito come cibo  a pochi ospiti, e questo è quello che è successo con me. Senza dubbio c’è qualcosa che nessun mortale può uccidere ed è la coscienza  che dentro di me piangeva giorno e notte, ho capito che la bellezza esteriore, il denaro, feste, lavoro, festa amici, tutto questo passa , prendendo ogni un pezzo di me, e arriva un momento in cui  è necessario fermarsi, guardarsi intorno e vedere che non avete più nulla.

Ho avuto la fortuna di avere ancora una famiglia accanto, ma spesso non lo meritavo, di avere veri amici e persone che mi amavano, e soprattutto ho l’appoggio della Chiesa Madre, anche quello che guardiamo così male e così vituperiamo. Lei è quella che mi ha aiutato a ricostruire la mia mente, a mettere deii valori nella mia vita e capire che la colpa per quello che è successo a me, non erano gli altri, erano le mie scelte che mi anno portato momenti scoraggianti in cui tutto pareva uguale, vivere o morire che importanza aveva? … E ‘stata la Chiesa che ha dato senso alla mia vita per mezzo di Dio, ed è stata la Vergine Maria che ha seguito la mia vocazione in ogni momento. Se fosse stato per me  avrei vissuto in maniera terribile li fuori, vendendomie a qualsiasi prezzo per un po ‘d’amore e uccidendomi a lavorare per un po’ di soldi in più per  poter acquistare beni di lusso solo per il corpo, distruggendo l’anima. È l’anima di chi ci dovremmo preoccupare, perché coloro che già vivono all’interno si preoccuperanno dell’esteriorità.

Quando si passa in  eventi che ti frappongono tra la vita e la morte (quello che è successo a me con i miei due incidenti d’auto in poco tempo) ti poni domande esistenziali: cosa c’è dietro la morte …? In che cosa sto sprecando la tua vita? … L’unico posto per trovare risposte convincenti a questi misteri è stato nella Chiesa, non si tratta di credere o no, è evidente che la vita va avanti e ben oltre dove io  e il mio destino vogliamo (non solo dipende da me) o se meglio metterlo nelle mani di Dio e avere fiducia quello che fa, questo a prima vista sembra folle, ma posso confermare che dà più pienezza e  sicurezza rispondere alla sua chiamata. Nessuno ti obbliga a fare qualche cosa  e se ti lasci guidare … dove ti sta portando tuo Padre che ti ama, ti conosce, è il creatore e proprietario del mondo? Sicuramente nel posto per te, dove si diventa più felice.

Questo è quello che oggi, sono lieta di condividere con voi!

fonte: http://www.camineo.info/news/153/ARTICLE/16715/2011-09-08.html

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