Seminario Redemptoris Mater di Perth, Australia – parte 2

Bene! Cari fratelli, con questo articolo ultimiamo la presentazione del Seminario Redemptoris Mater di Perth, possa il Signore sempre illuminarci e rinnovarci nella fede, mediante la bellezza delle Sue creazioni.

LE VETRATE

Vetrate a piombo:  Il sole del pomeriggio cadendo ha un impatto significativo su tutta l’atmosfera del Santuario. Non si può ignorare il tocco di luce e di colore proveniente dalle vetrate saldate a piombo. Queste finestre sono state fatte a Venezia. Rappresentano una partecipazione alla creazione alla luce della Parola, perché con la parola tutto è stato creato: il sole, la luna, la pioggia, i colori.

Dio disse: “Sia la luce”, e la luce fu (Genesi 1:3)

Dio disse: “Ci sia una volta nel mezzo delle acque che divida le acque in due “. E così fu. (Gen 1,6)

Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo si fondano in una massa unica e appaia l’asciutto. E così avvenne. (GEN 1,9)

Su ciascuna delle finestre c’è una scritta, come si vede nell’immagine in apertura dell’articolo:

Word (inglese), Dabar (aramaico), Logos (in greco), Verbum (latino) e Maria

Queste ci ricordano che ogni volta che Dio parla realmente accade qualcosa di creativo. Per questo non dobbiamo avere paura di permettere a Dio di parlare con noi. Uno dei migliori mezzi che abbiamo è il dono della sua Parola nella Scrittura.

Lanterne

La Parola non può essere compresa da soli. Abbiamo bisogno di aiuto. Questo è rappresentato dalle lanterne che sono un riferimento al Santo Spirito che apparve scendere come lingue di fuoco sulla Vergine Maria e i discepoli riuniti nel Cenacolo nella Pentecoste.

– E Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di essi.(Atti 2:3).

IL TABERNACOLO

Il Tabernacolo mostra la presenza sacramentale di Gesù nelle Scritture (Bibbia d’argento ) e le specie eucaristiche (Corpo di Cristo).

Nella parte superiore del Tabernacolo è inciso l’Albero della Vita, che produce frutti. Prefigurazioni delle Sefirot.

 

 

 

 

 

 

Bibbia e porta con la cesta dei cinque pani e due pesci.

IL CAMPANILE

Nel seminario ci sono tre campane con nomi diversi; Santa Maria, San Pietro, San Gabriele e suonano un canto di gioia e di lode al Signore e alla sua creazione.

Le campane del campanile del Seminario fanno la loro parte nella nuova evangelizzazione o annuncio del kerigma di Gesù Cristo. Esse risuonano alle nove del mattino, a mezzogiorno e alle sei di sera, ogni giorno. Le campane sono controllate dal computer: tre volte tre rintocchi e per finire  nove rintocchi. Questa è la chiamata tradizionale per la recita dell’Angelus, una preghiera che celebra l’annuncio dell’angelo Gabriele alla Vergine Maria che ella concepirà e partorirà un figlio, l’Emmanuele, “Dio con noi”!

 

Un uomo che aveva lasciato la Chiesa per molti anni, quando ha sentito suonare le campane per l’Angelus si è sentito spinto  a pregare e da allora è ritornato in Chiesa.

A mezzogiorno di domenica le campane suonano melodie differenti per un intervallo di dieci minuti  e annunciano il giorno del Signore – Domenica.

CAPPELLA DEL SANTISSIMO

Per aiutare seminaristi e formatori durante il giorno e la notte, soprattutto in tempi di lotta spirituale o in tempi di discernimento della loro vocazione c’è la quiete e la solitudine della Cappella del Santissimo Sacramento, che si trova nella parte privata del Seminario. Cristo è perennemente presente nei segni sacramentali del Pane eucaristico e delle Sacre Scritture, ambedue dietro le porte del tabernacolo della Cappella. Il rinnovamento della liturgia seguito al Concilio Vaticano II, prevede la possibilità di una cappella del Santissimo Sacramento separata dalla Cappella in cui si celebra normalmente l’Eucaristia.

Questa cappella è più idonea per la preghiera silenziosa e la meditazione di chi vive in Seminario e per piccole celebrazioni dell’Eucaristia o dell’Ufficio Divino.

La reliquia della bara di cedro della Beata Mary MacKillop, del 1914, donata dalle Suore di San Giuseppe è conservata nel tabernacolo della Cappella del Santissimo Sacramento.

LA CAPPELLA

L’Eucaristia è celebrata nella Cappella quotidianamente per la vita e la fede dei seminaristi e dei formatori e parte della loro missione è intercedere per tutti i popoli del mondo.

La preghiera per i benefattori

Ogni Domenica sera si celebrano i Vespri solenni, con la benedizione per i benefattori del Seminario. I Salmi della “Liturgia delle Ore” sono cantati con canto gregoriano , seguono la Lettura della  Scrittura, il Magnificat e le preghiere di intercessione. Poi c’è un tempo per l’adorazione silenziosa del Santissimo Sacramento, si conclude con la benedizione.

La Dedicazione della Cappella

28 GIUGNO 2005

Alla vigilia della festa dei Santi Pietro e Paolo, il 28 giugno 2005, mons. Barry James Hickey ha dedicato la cappella  del “Redemptoris Mater” davanti a una grande assemblea di fedeli in rappresentanza di tutti i settori della Chiesa Cattolica di Perth. Il rito della dedicazione è simile a quello rito del battesimo, perché la cappella rappresenta la chiesa viva, i seguaci di cristo, che nel proprio battesimo sono stati consacrati a Cristo e resi sacerdoti, profeti e re. Nella liturgia, erano presenti i simboli del battesimo: l’ acqua, la luce, l’incenso, le vesti bianche e l’unzione con l’olio. Le reliquie dei Santi e dei Beati sono stati inserite nell ‘altare. La liturgia si è conclusa con la celebrazione dell’eucaristia.

ICONA DELLA CAPPELLA

Questa icona è una copia dell’originale dipinto da Kiko Arguello nel seminterrato della chiesa di Santa Francesca Cabrini a Roma e costituisce lo sfondo della Cappella del Seminario. L’icona raffigura la vita di Cristo, dalla nascita alla sua risurrezione dai morti. Nel centro vi è una replica dell’ icona di Rublev con i tre angeli che visitano  Abramo e Sara, i quali offrono loro ospitalità, rappresentata dal pane sul tavolo.  E’ stata  aggiunta  la coppa a simboleggiare, con il pane, l’Eucaristia, che Gesù ha istituito la notte prima di morire. La visita degli angeli simboleggia anche la comunione delle tre Persone della Trinità, che promettono ad Abramo un figlio nato da Sara; mediante la fede in questa promessa egli diventerà padre di una grande nazione, il popolo di Dio. Questa promessa si compie nella nascita di Isacco, ma anche nella nascita di Gesù, che ha fondato la Chiesa, il nuovo popolo di Dio.

 

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7 comments on “Seminario Redemptoris Mater di Perth, Australia – parte 2
  1. Buongiorno! son Tommaso, cantore di una delle comunità di Mestre (VE).
    Volevo sottolineare la bellezza di questi vostri articoli e del vostro progetto di dar notizie online …

    solo un accortezza: attenzione nello scrivere gli articoli !

    ho trovato un errore, spero madornale, ma che si rivela eretico quasi !

    in questa frase:

    “Il Tabernacolo mostra la presenza sacramentale di Gesù nelle Scritture (Bibbia d’argento) e le specie eucaristiche (Corpo di Cristo).”

    La Parola di Dio, in tutta la sua importanza non è presenza sacramentale, al contrario del Santo Corpo di Cristo. In questa frase sembra quasi + importante la presenza sacramentale delle Scritture (errata), che quella delle specie eucaristiche (corretta). ATTENZIONE !

    vi ringrazio x l’ascolto, Tommaso.

  2. La Pace con voi fratelli nella fede. Tutto ciò che riporto negli articoli è sempre suffragato da una quantità cospicua di scritti ecumenici e conciliari. Nella fattispecie, il Santo Padre, Benedetto XVI, commentando una nota espressione alla VD 6 e 7 («Dio si fa conoscere a noi come mistero di amore infinito in cui il Padre dall’eternità esprime la sua Parola nello Spirito Santo. Perciò il Verbo, che dal principio è presso Dio ed è Dio, ci rivela Dio stesso nel dialogo di amore tra le Persone divine e ci invita a partecipare ad esso» (VD 6). ; l’espressione “Parola di Dio” viene qui ad indicare la persona di Gesù Cristo, eterno Figlio del Padre, fatto uomo» (VD 7) ) riassume la dottrina ecclesiale a proposito della Bibbia con queste espressioni: «la Parola di Dio attestata e divinamente ispirata è la sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento. Tutto questo ci fa comprendere perché nella Chiesa veneriamo grandemente le sacre Scritture»; tuttavia precisando che la fede cristiana non è una «religione del Libro ma della Parola di Dio»… «non “una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente”»[1]. Pertanto la Scrittura va proclamata, ascoltata, letta, accolta e vissuta come Parola di Dio, nel solco della Tradizione apostolica dalla quale è inseparabile (VD 7). In tal modo si può dire che «Sebbene il Verbo di Dio preceda ed ecceda la sacra Scrittura, tuttavia, in quanto ispirata da Dio, essa contiene la Parola divina (cfr 2Tm 3,16) “in modo del tutto singolare” (prop. 3)» (VD 17).

    2. Con questa chiave di lettura il Santo Padre affronta esplicitamente il tema dell’ecumenismo, proprio in relazione alla Sacra Scrittura, al n. 46 della Verbum Domini. L’esortazione innanzitutto sottolinea l’importanza del tema, richiamando un testo significativo del decreto sull’ecumenismo del concilio Vaticano II: «La sacra Scrittura nello stesso dialogo [ecumenico] costituisce l’eccellente strumento nella potente mano di Dio per il raggiungimento di quella unità, che il Salvatore offre a tutti gli uomini»[2]. In che modo il testo di Benedetto XVI ci invita a lavorare per l’unità dei cristiani in riferimento alla sacra Scrittura?

    A questo proposito credo sia necessario considerare previamente quello che il Papa afferma nella seconda parte del documento in relazione alla sacramentalità della Parola di Dio (cf. VD 56), con la quale si sottolinea in modo originale la profonda unità tra Scrittura e sacramento, in particolare l’Eucaristia (VD 53-55), e pertanto il carattere di contemporaneità che la parola di Dio ha rispetto al nostro presente; infatti, ۫«la Parola di Dio è viva e si rivolge a ciascuno nel presente della nostra vita» (VD 37). La sacramentalità della parola di Dio si iscrive all’interno dell’orizzonte sacramentale della rivelazione di cui già Giovanni Paolo II aveva mirabilmente parlato in Fides et Ratio (n. 13).

    [1] SAN BERNARDO DI CHIAR AVALLE, Homilia super Missus est , IV, 11: PL 183, 86 B.

  3. Per evitare ulteriori dissidi interiori riporto, ad litteram, l’esortazione apostolica post- sinodale Verbum Domini del Santo Padre Benedetto XVI, lì dove si cita proprio la tanto deprecata sacramentalità della Parola, per nulla eretica! :

    <>
    Pace!

  4. Ti ringrazio fratello, mi informerò adeguatamente, anche rispetto alle movazioni architettoniche per le quali gli architetti del cammino nel loro progetto esucutivo riportano il tabernacolo contenente il corpo di Xo e la Parola …

    a presto, grazie della paziente risposta.

    Tommaso

  5. Figurati! E’ nostro compito dare informazioni. Se è tua attenzione approfondire questi argomenti, potrei indirizzarti verso un manuale( scritto da fratelli del cammino che appartengono all’equipe degli architetti di Kiko), che tratta degli spazi celebrativi, diffusamente. Ovviamente, tutto ciò che troverai scritto sarà corredata da opportune citazioni a testi liturgici e teologici. Considera che tutto ciò che in questo sito viene riportato, appartiene alla tradizione della Chiesa, essendo il cammino stato approvato in toto, soprattutto per quanto concerne la teologia degli spazi celebrativi.
    Felice di averti aiutato.
    Leggi, in ogni caso, l’esortazione apostolica Verbum Domini di Benedetto XVI, che dissiperà tutti i tuoi dubbi.
    Pace!

  6. Salve,mi chiamo Luciano e sono membro della seconda comunita’ si S.Melchiade nella periferia nord di Roma,ho un fratello di comunita’ proprio nel seminario di Perth,finalmente grazie a Dio e al vostro lavoro posso vedere cio’ che mi hanno descritto,la pace Luciano

  7. La Pace con te Luciano! Siamo contenti che il nostro umile servizio possa essere utile ai fratelli del cammino. Il merito và tutto al Signore che ispira cose meravigliose! Sono contento ti sia stato utile l’approfondimento! Pace!

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