Il nuovo lavoro orchestrale che unisce Cristiani e Ebrei

Durante la convivenza per i Vescovi e Cardinali che si è tenuta alla Domus Galilei il 7 febbraio scorso, c’è stata anche l’occasione di presentare la nuova opera orchestrale che Kiko Arguello ha composto in vista della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a Madrid. Oltre a più di 200 vescovi e 7 cardinali, c’erano all’esecuzione del brano anche il Gran Rabbino di Gerusalemme David Rosen, il ministro del Turismo Israeliano Raphael Ben Hur e il sindaco del distretto della Galilea Aaron Valency.
Per spiegare il significato della sinfonia e le motivazioni che hanno portato a comporla, Kiko ha parlato di “Uomini abbandonati lungo  le strade, bambini che muiono di freddo. Bambini abbandonati e segregati in orribili orfanotrofi, dove subiscono abusi e ogni forma di maltrattamento. Ho incontarto una donna che soffriva del morbo di Parkinson, ed era stata abbandonata dal marito”. Aggiunge “Sono stato travolto dalla figura di Gesù, morente sulla croce, in questa donna e in tanti altri. E’ un mistero che l’innocente debba sopportare il peccato degli altri”.
Kiko ha poi parlato di come gli orrori del 20° secolo gli siano stati di ispirazione “C’era una fila di donne nude e bambini che stavano entrando nella camera a gas, e una delle guardie sente un dolore profondo, una voce che gli diceva <<Mettiti anche tu in fila, e vai verso la morte >> e non sapeva da dove veniva. Si diche che dopo Auschwitz non si può più credere in Dio. Questo non è vero! Dio si è fatto uomo per sopportare la sofferenza di tutti gli innocenti. Egli è del tutto innocente: un agnello condotto al macello, senza proferire parola, che porta i peccati di tutti. In questa composizione abbiamo voluto chiedere alla Vergine di accettare la spada che, secondo il profeta Ezechiele, Dio aveva preparato per i peccati del suo popolo e che trafigge ora la sua anima”.
La composizione dura 20 minuti ed è quasi interamente strumentale. Hanno partecipato un centinaio di musicisti e un coro composto da 50 elementi. Alla fine il coro ripete le parole “Maria, Madre di Dio”. Con grande commozione molti membri del pubblico lì riunito, compresi alcuni prelati, si sono uniti al canto di omaggio alla Vergine Maria.
David Rosen, del Rabbinato, ha dichiarato: “Questo lavoro mostra una profonda risonanza dell’identità ebraica, della sua sofferenza e speranza”. Rosen ha continuato “è come la storia di due contadini che si incontrano e uno chiede all’altro ‘Boris, tu mi ami?’ ‘Certo che ti amo’. ‘Allora, sai cosa mi fa soffrire?’ ‘Non lo so’. ?’Come puoi allora dire che mi ami, se non sai cosa mi fa soffrire?’.
Da parte sua Ben Hur, che ricopre l’incarico di Ministro del Turismo Israeliano, ha lodato la Domus Galilae come “l’edificio più bello d’Israele” che serve a rendere chiaro che “Ebrei e Cristiani sono fratelli che hanno la stessa radice”.

fonte: SperoNews
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