Al via il Redemptoris Mater di Trieste

Lettera di Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste:

Carissimi fratelli e sorelle, l’ultima settimana di gennaio, su invito del Cammino Neocatecumenale, ho avuto la grazia di partecipare ad un pellegrinaggio nella Terra di Gesù. È stata un’intensa esperienza di fede e di comunione.
Ospite in una casa collocata sul monte delle Beatitudini di fronte al lago di Galilea, in uno scenario, quindi, ricchissimo di richiami alla persona e all’opera di Gesù, il pellegrinaggio favorì in me l’esigenza spirituale di una fede più genuina nel Signore Gesù via, verità e vita, unico Salvatore delle nostre anime.
A condividere con me questa impegnativa esperienza di fede c’erano altri duecento Vescovi provenienti da tutti i continenti, molti cardinali e autorevoli rappresentanti della Santa Sede: pur nella diversità delle culture di appartenenza e dei differenti linguaggi, davano espressione visibile e consolante al mistero santo della Chiesa che, nella recita del Credo, definiamo una, santa, cattolica e apostolica.  Anche questo incontrarsi tra vescovi, reso ricco dalla comunione e da un comune sentire ecclesiale per affrontare i tanti problemi che solleva un mondo sempre più dimentico di Dio, è stato motivo di gioiosa consolazione.



Domenica 30 gennaio, insieme con i confratelli Vescovi e in compagnia degli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale e con tanti fratelli e sorelle pieni di rispettosa e affettuosa attenzione, ho avuto la grazia di celebrare la Santa Messa nel Cenacolo. In quel luogo santo dove il Signore Gesù, prima di salire al Padre celeste, lasciò alla sua Chiesa quale dono supremo del suo amore i sacramenti dell’Eucaristia e del Sacerdozio, ho avuto la grazia di firmare, in uno scenario spirituale unico ed irripetibile,i decreti istitutivi nella nostra Diocesi del Seminario missionario Redemptoris Mater. Vi assicuro, cari fratelli e sorelle, che, mentre compivo quest’atto solenne e impegnativo, avvertivo la presenza di tutti voi grati al Signore per questa luminosa tappa che ci faceva raggiungere come chiesa diocesana.

Se per una volta mi permetto di parteciparvi i sentimenti che avvertivo pulsare nel mio cuore, posso dirvi che era pieno di gratitudine e di gioia. Ora, sono a invitarvi tutti a ringraziare il Signore con me. La Diocesi avrà così due Seminari, come due polmoni entrambi indispensabili: uno diocesano e uno, sostenuto dal consenso degli Organismi diocesani, con un’intonazione più missionaria. Essi sapranno farsi carico della vitalità vocazionale che sta sperimentando la nostra Chiesa particolare e che daranno ad essa strumenti adeguati per affrontare adeguatamente le sfide provenienti da un mondo sempre più secolarizzato. Due cammini formativi all’interno della stessa comunità diocesana per dare risposte convincenti a problematiche pastorali assai complesse e diversificate. Il nuovo Seminario avrà, inoltre, una spiccata caratterizzazione internazionale che andrà a sintonizzarsi con i migliori profili storico–culturali della nostra città di Trieste, ponendosi di fatto come un richiamo ad allargare gli orizzonti della globalizzazione.

Cari fratelli e sorelle, desidero ringraziare con voi il Signore per avermi concesso di fare questo pellegrinaggio ricco di fede, di comunione e di grazia. Sono certo che anche il nuovo Seminario potrà contare sulla vostra preghiera e sul vostro aiuto. Sono certo, altresì, che la nostra amata città saprà cogliere in questa iniziativa della Chiesa tergestina una preziosa indicazione che riguarda strettamente anche il suo sviluppo e il suo futuro.
Affido tutto e tutti alla Madonna, Mater Civitatis, e tutti paternamente benedico.

+ Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo – Vescovo di Trieste
Trieste, 7 febbraio 2011

Fonte: Vita Nuova Trieste

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