Nel 1974 Ratzinger aprì la strada al Cammino in Germania

Joseph Ratzinger incoraggiò i neocatecumenali nei primi anni Settanta. E’ quanto hanno raccontato i fondatori del Cammino neocatecumanale, «Kiko» Arguello e Carmen Hernandez, ricevuti oggi dal Papa.

Nel ’73 Ratzinger era professore universitario di teologia in Germania. Tra i suoi allievi c’era il fisico italiano Stefano Gennarini, che intraprese il ‘neocatecumenato’ proposto dai due spagnoli e con i suoi discorsi incuriosì Ratzinger. Il quale, allora, invitò Arguello e la Hernandez a casa sua a Regensburg e – a quanto riferito da loro stesso oggi in una conferenza stampa – trascorse con loro una sera a cena per ascoltare le spiegazioni della loro iniziativa. Ratzinger incoraggiò i due fondatori a chiedere a dei vescovi tedeschi di aprire il loro ‘cammino’ anche in Germania, ma nel giro di un anno solo a Vienna fu possibile ospitare la prima catechesi in lingua tedesca. L’anno dopo, nel 1974, Arguello e la Hernandez incontrarono di nuovo Ratzinger. «Se non è possibile farlo dall’alto, facciamolo dal basso», avrebbe detto Ratzinger a quanto riferito. Egli scrisse una lettera a due parroci tedeschi che erano suoi amici e che, poco tempo dopo, ospitarono le catechesi neocatecumenali anche in Germania. «Ratzinger ha aperto la strada ai neocatecumenali in Germania», ha commentato Arguello.

I due fondatori del Cammino neocatecumenale non hanno nascosto di avere incontrato perplessità e contestazioni. «Contro di noi ci sono pregiudizi, alcuni vescovi dicono che dividiamo le parrocchie, che celebriamo messa per conto nostro. Ma non è vero», ha detto ‘Kiko’. «La teologia della liberazione è stata il nostro nemico più feroce», ha detto in riferimento all’America latina. Carmen Hernandez, comportamento esuberante e sigaretta accesa anche durante la conferenza stampa, ha criticato l’ex prefetto della Congregazione per il Culto divino, il cardinale Francis Arinze, che con una lettera degli anni scorsi criticò i neocatecumenali per alcuni ‘abusi’ liturgici. «Arinze ci ha fatto la guerra», ha detto, subito corretta da ‘Kiko’, secondo il quale «non è andata così, la Santa Sede ci ha aiutato». Ad ogni modo, il successore di Arinze, il cardinale spagnolo Antonio Canizares Lovera – a quanto riferito dallo stesso ‘Kiko’ – ha giudicato «decaduta» la lettera di Arinze. Quanto al catechismo neocatecumenale approvato in questi giorni dalla Santa Sede (il ‘direttorio’), Arguello ha ricordato che dal 1997 al 2003 Ratzinger e Bertone – all’epoca prefetto e segretario della Congregazione per la Dottrina della fede – lo hanno esaminato e completato chiedendo che venissero inseriti una serie di riferimenti al catechismo della Chiesa cattolica. «Spero che non ci obblighino a pubblicarlo, per noi sarebbe un male», ha detto ‘Kiko’. C’è una progressione nel percorso, come un arcano, chi intraprende il cammino apprende i contenuti gradualmente. Ma se ci obbligassero, obbediremmo». Nessun commento, invece, sul recente screzio tra neocatecumenali e vescovi del Giappone. «E’ tutto in mano alla Santa Sede», ha commentato padre Mario Pezzi, che Giovanni Paolo II affiancò anni fa a Arguello e alla Hernandez.

Fonte: © TMNews

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